— 38 — umane e amorevoli cure. Certo Valentino Fornari, legnaiuolo che ha bottega sotto il Woodhouse, ha un credito verso il dottore Chierici (’), credito ingrossato da spese spietate e del quale egli abusa per minacciargli la carcere. L’ordine è già levato ; non c’ è tempo da perdere. L’autorità del vostro grado e più quella del nome vostro, potrà senza fallo o direttamente o indirettamente sull’ animo di codest’ uomo. Scegliete voi i mezzi che al vostro cuore ed al senno pajono più pronti e efficaci. Ogni indugio è spasimo ad un’ intera famiglia. Potete dire che dei ventitré talleri dovuti quattordici ci sarebbero da contare sull'atto; onde non ne mancano che nove e le spese. Tanto più crudele sarebbe il persistere. Non aggiungo preghiera. Addio di cuore Vostro Tommaseo 30. - N. Tommaseo ad A. Mustoxidi [Corfù] Li 1 Maggio [1853] Caro Mustoxidi Voi siete in campagna, e me ne dispiace per me, ma ne lodo e invidio voi che godete aria libera dagli spari e da auguri vani come gli spari. Gli auguri miei vi vengono meno risonanti ma schietti. Debbo dirvi da parte del Vieusseux che i libri del Pieri (2) lasciati alla sua patria giacciono in Firenze tuttavia non richiesti. Vedete voi se, o come del Municipio o come privato cittadino, o in qualche giornale, o per lettera mostrabile in Firenze agli esecutori del testamento, vi convenga ripetere l’invio de' libri ; di che la trascuranza farebbe alla città poco onore. Vostro aff. Tommaseo 31. - N. Tommaseo ad A. Mustoxidi (3) Li 17 Giugno 1853. Caro Mustoxidi Non so se sappiate degli oltraggi non provocati punto, ma fatti apposta per provocare, da più d’ uno agli Italiani che sono qui, e che, siccome voi (‘) Sul Chierici, Romagnuolo amico del Mattioli, cfr. Zingarelli, pp. 368-369. (*) Mario Pieri (1785-1853). (3) Pubblicata in parte nel « Supplizio di un Italiano a Corfù », Firenze, 1855, pp. 112-114, come diretta ad «uomo autorevole ». E il Tommaseo aggiunge: «L’uomo