— 197 - sua bibliografia: cfr. p. 197, 216, 217. Pure tratto in inganno dal titolo dell’opera di E. Lo Gatto «Studi di letterature slave» (v. 1 e II) l’autore ha citato questi volumi credendo che ivi ci fosse qualche articolo di argomento slavo-balcanico; invece non ce n'è nemmeno una riga. Ma grossolana e significativa quanto mai è la citazione — con anno e luogo di ed., nome dell’ed. e della collezione, formato! — di un’opera che non è mai esistita: Maver, Serbi e Croati, Roma, 1930, in-8, Istituto per l’E. O. Piccola Bibl. Slava ! Del resto non fanno mica figura migliore anche quelle opere — ce ne sono parecchie — il cui titolo viene citato erroneamente (cfr. p. 193, 195, 226 ecc.). In quanto poi al sistema della trascrizione ortografica di nomi ed opere straniere, l’autore l’avrebbe potuto risolvere facilmente attenendosi alle forme della grafia originale, trattandosi di lavoro prettamente bibliografico e di opere scritte in lingue occidentali. E in massima lo fece così, ma non con quella coerenza che sarebbe dovuta essere normativa. Appaiono così dei doppioni di persone che turbano la consultazione dell’opera, mettono in inutile contrasto la forma del testo con quella dell’indice (Stankovic-Stancovic) e talvolta rendono irreperibile il nome che si cerca, come p. es. succede con la voce Kasandric che nel testo suona Kassandric (188) e nell’indice Casandric, mancandovi la voce Kassandric. E ancora! L’autore che maneggia un materiale bibliografico di più lingue, dovrebbe per lo meno sapere il significato del titolo delle opere che cita. Ma ciò non succede sempre e così si incontrano delle opere citate fuor di proposito — come s’è già visto — o non incluse nemmeno nel giusto ordine alfabetico come succede ad un opuscolo italiano (Gli albori della letteratura e del riscatto nazionale in Bul-Bulgaria (192) che anziché apparire sub A apparisce sub G, per il semplice fatto che qui l’articolo italiano è creduto una parola qualsiasi. Intine riesce dannosa anche la frequenza di errori di stampa che presentano nomi e dati storpiati. E ciò è difetto che altrove non varrebbe la pena di rilevare, ma che in un’opera di bibliografìa, comunque, ha la sua bella responsabilità. Per non finire con la solita e noiosa constatazione degli errori di stampa sarà meglio osservare che anche l’appendice delle biografie rivela molte lacune: omissioni di autori, di opere, sperequazione di materiale, « voci ricche » e voci « misere », scelta poco felice ecc. Figuriamoci: degli Italiani sono stati presi in considerazione il giovane Enrico Damiani che si occupa soltanto di letteratura bulgara moderna, il giornalista italo-bulgaro Nurigiam e Guido Corni. Di quest’ultimo la «biografia» dice soltanto: « actuellement gouverneur de la Somalie italienne». Tratto d’unione con la balcanologia? Per una buona seconda edizione ci vorrà quindi un’accurata e radicale opera di revisione ! Intanto sono usciti i nuovi volumi per il 1931 e 1932, migliori nella forma e nella sostanza. Non ne parlo qui, perchè essendo ivi la mia attività e le mie recenti pubblicazioni presentate in modo più che lusinghiere, ne sono un «interessato».... Lascio quindi il giudizio su di loro agli altri e nei prossimi volumi degli «Atti e Memorie »! A. Cronia