— 93 — composto o stava componendo in quel tempo le sue Opere principali ; apprezzato per i suoi talenti letterari, assai spesso era prescelto a tener prolusioni inaugurali all’ inizio delle lezioni o a scriver poesie e recitare discorsi d’occasione nelle ricorrenze solenni o in altri momenti importanti della vita dell’Ordine. Una scelta di venticinque orazioni latine pubblicò egli stesso nel 1694 (‘); notevoli per l’elevatezza dei pensieri, non vanno però esenti dai soliti difetti dell’ eloquenza sacra del tempo. Un’ opera, a cui attese con particolare impegno, riuscendo a trasfondere negli altri un po’ della fiamma interiore che ardeva nel suo animo, furono gli esercizi e ritiri spirituali che secondo il metodo di S. Ignazio il Nostro era chiamato a tenere sia ai novizi che ai laici. Quanta ne fosse la maestria e l’efficacia lo comprova il fatto che tra i frequentatori si trovavano spesso i due nipoti del Pontefice Clemente XI, suo grande estimatore, l’ambasciatore di Venezia ed altri ragguardevoli personaggi. « Il Padre tutto innamorato di Dio » era invalso 1’ uso di chiamarlo, e nulla meglio di quest’appellativo ne dimostra l’alta spiritualità e la brama di perfezione. * * * L’attività letteraria del Rogacci deve esser stata molto feconda, se il Rosan c’ informa che alla sua morte si trovarono ben cinque volumi che contenevano poesie e componimenti d’occasione. Però a questo genere di lavori non è affidata la sua fama; uno solo fu stampato, quasi un secolo dopo la morte dell’autore, nell’originale latino e in traduzione italiana, per opera del poeta Raguseo Giovanni de Bizzarro (1782-1833): Del tre-muoto onde fu distrutta la città di Ragusa l’anno 1667. Carme suppli-catorio di Benedetto Rogacci a Cosimo HI, Granduca di Toscana, con la traduzione italiana di Giovanni de Bizzarro, socio di varie Accademie. In Venezia, presso Giovanni Palese, 1808. Una seconda traduzione italiana del poemetto fu pubblicata vent’anni più tardi dal Raguseo Luca Stulli, assieme alla versione di due altri poemetti latini sullo stesso argomento, uno di Stefano Gradi (1613-1683) e l’altro di Benedetto Stay (1714-1801), (4) Orationes Benedicti Rogacci e Societate Jesu, Romae, 1694.