M. LASCARIS PROFESSORE DI STORIA BALCANICA NELLA UNIVERSITÀ DI SALONICCO Niccolò Tommaseo ed Andrea Mustoxidi Grato animo debbono nutrire i Greci per Niccolò Tommaseo, perchè nessuno ha più di lui contribuito a far conoscere in Italia la Grecia moderna, la sua poesia popolare, la sua letteratura. Eppure questo lato della meravigliosa attività del grande Dalmata non è stato abbastanza studiato. Sopratutto i suoi rapporti col grande poeta Solomos, che il Tommaseo conobbe personalmente e sul quale lasciò ragguagli preziosi e giudizi acuti, meriterebbero uno studio particolare ('). Ma quello fra i letterati greci col quale il Tommaseo ebbe i più durevoli e stretti rapporti fu (2) Andrea Mustoxidi. L’amicizia di questi due uomini, durata per più di trent’anni, venne a raffreddarsi; focoso di temperamento, di carattere irritabile, il Tommaseo ebbe allora per il Mustoxidi parole aspre ed ingiuste; ma alla morte di lui dimenticò ogni rancore, giudicò l’amico serenamente, dedicando alla sua memoria un lungo articolo (3) che rimane ancor oggi il miglior lavoro su questo eminente Greco, che tanto si distinse per la sua attività politica e per i suoi scritti storici e letterari. Eppure i suoi connazionali non ne apprezzan 1’ opera quanto si dovrebbe. * * * Giovanissimo ancora, nel 1821, il Tommaseo fece la conoscenza del Mustoxidi : « Il primo mio rincontro con lui fu a Venezia, eh’ io ero con Luigi Carrer: e rammento il sito, là presso al campo di S. Apollinare (l) Dell’argomento s’era già occupato il compianto S. De Blasi, ben noto ai cultori degli studi foscoliani; ma il suo lavoro, di cui aveva incominciato la pubblicazione nella rivista Kón/iog di Smirne (1911), rimase interrotto. (*) Fatta eccezione di Emilio Tipaldo, nato di madre italiana, e che trascorse tutta la sua vita in Italia. (*) Articolo che servi di base alle pagine scritte sul Mustoxidi dal Reumont, Zeitgenossen, Biographien und Karakteristiken, Berlin 1862, tomo II, pp. 201-241.