- 47 — Ma vediamo la cripta e 1’ « aggiunta di due nuove arcate », che sarebbero la IX e la X, numerate a partire dal fondo dell’ abside. Se la loro serie nella chiesa primitiva terminava con l’Vili, la decorazione marmorea « bizantina » del primitivo pavimento presbiteriale sarebbe dovuta cessare nel punto corrispondente alla parete terminale della cripta ; essa invece si prolunga sino alla metà dell’arcata IX. Nella cripta non si riscontra alcun indizio di lavori eseguiti in epoche diverse. Le crociere IX e X che si vogliono aggiunte, tutti gli storici trovano che sono costruite con maggior cura delle altre ; a chi le osserva senza prevenzioni, esse invece appaiono perfettamente eguali alle altre; non meno rozze delle altre sono le colonne che le sostengono, chè ve ne sono altrove nella cripta di ben più finemente lavorate; le loro crociere sono irregolari al pari delle rimanenti; perfettamente fra di loro simili sono tutti i capitelli e dello stesso cattivo gusto sono tutte le basi delle colonne nella cripta, quando non siano materiale di spoglio ; nella parete terminale della cripta « prolungata » è impossibile non constatare che nulla vi si osserva che la distingua dalle altre pareti d’ambito. Tale infine è 1’ uniformità nella costruzione di tutte le parti di questo vano, che lo si direbbe uscito dalle mani di uno stesso artefice; nessun artifizio di tecnica sarebbe riuscito a mascherare gli inevitabili segni di due epoche diverse nella sua costruzione. Ancora: prescindendo, se si vuole, da quanto abbiamo più sopra osservato, la nostra tesi avrà sempre 1’ appoggio di due fatti importantissimi e per ii caso nostro decisivi. È noto, cioè, che nelle chiese dei periodo bizantino il presbiterio non era sollevato dal piano del tempio; unico esempio contrario a tale regola sarebbe quello del S. Vitale di Ravenna, ove tuttavia il leggero dislivello sembra dovuto a speciali ragioni costruttive; il presbiterio sollevato più antico nelle chiese romaniche è quello del S. Ambrogio di Milano (sec. XI). È anche noto, sebbene le ricerche 1’ abbiano di recente constatato, che prima dell’a. 1000 nelle chiese non esistevano cripte propriamente dette, vale a dire del tipo della nostra, corrispondenti in ampiezza al soprastante presbiterio, ma semplici loculi sepolcrali (confessioni), oppure erano ambulacri che giravano lungo la parete sotterranea dell’abside. Le ampie cripte che si trovano in alcune chiese antichissime, devono ritenersi come ingrandimenti posteriori di loculi sepolcrali. Ora questi fatti, completandosi a vicenda, distruggono da soli la credenza che il presbiterio del nostro Duomo abbia potuto appartenere ad una chiesa anteriore antica e per giunta bizantina e che la cripta a tre navatelle, vasta all’ incirca quanto il presbiterio e la tribuna, sia appartenuta essa pure a quella chiesa primitiva. È possibile, e la tradizione Io sostiene, che sotto 1’ altare principale si aprisse