- 23 - Colgo quest’occasione per raffermarLe la mia umile stima e soscriver- meLe Di Lei Sig.r Cav. Aff.mo Ob.mo N. Tommaseo 5. - A. Mustoxidi a N. Tommaseo Venezia, 3 Gennajo 1827. Pregmo mio Signore! Conosco anch’io la difficoltà di ben tradurre l’opuscolo di Dionigi sul- i ordine delle parole, e veggo che senza gli esempj italiani, esso riesce insipido, e di nessuna utilità ai lettori volgari. Ella che all’ acutezza dell’ ingegno accoppia molta dottrina, ed ha così famigliari gli antichi come i moderni esemplari, potrebbe fare un eccellente lavoro. Ma forse si richiederebbe per esso, tempo maggiore di quello che non le consentono gli altri studj suoi, e la necessità che incalza il Sonzogno a pubblicare il volume. Per questi motivi riserbiamo a migliore opportunità il prefato volgarizzamento, e basta che l’editore accenni nella prefazione il perchè non lo ha aggiunto alle altre opere di Dionisio (‘). Voglia ella intanto credere ai sentimenti di stima coi quali ho l’onore di essere suo d.mo servitore Andrea Mustoxidi 6. - A. Mustoxidi a N. Tommaseo Scriverò, pregiatissimo mio Signore ed Amico, quanto ella desidera al Sonzogno, e valerà cred’io l'autorità degli anni sulla maggiore autorità del sapere e dell’ingegno. Egli dovrebbe ringraziare la fortuna che gli offre un commento (*) da competere per lo meno coll' originale. Sono stato qualche tempo a Milano, ed ho fatto una corsa insino a Co-preno nella strada di Como per visitare il nostro Manzoni. S'è parlato anche (') Però il Tommaseo cambiò di parere, perchè la sua traduzione dell’opuscolo «Della collocazione delle parole», è inserita nella Collana: «Opuscoli di Dionigi d’Alicarnasso», Milano, 1827, pp. 795-1000. (’) Accenna probabilmente al commento del Tommaseo all’opuscolo di Dionigi.