— 344 — ciato questa legge (ondamentale della metodologia paleografica perchè il Praga nel suo Scriptorium assolutamente non vi si attiene». E più oltre: «Il Praga non segue questa unica possibile via, ma per il fatto che i suoi frammenti sono trovati a Zara, soltanto per questo, tutti sono per lui dello scriptorium di San Grisogono». Ma, chiediamo noi, ha letto o non ha letto il Barada il nostro Scriptorium? Non sa, anche all'infuori del nostro lavoro, che nell’Archivio di San Grisogono sono conservate varie diecine di documenti in beneventana libraria ? Non s'è accorto che tutto il nostro 111 lunghissimo capitolo (pp. 37-59, citeremo dall’esemplare dell' Estratto depositato alla Biblioteca Paravia di Zara) su l’Archivio, gli « Annales » e il Cartulario, è scritto quasi soltanto per dimostrare che la « maggior parte dei documenti dell’ Archivio di San Grisogono è stata scritta ed allestita nello stesso monastero, che questo avvenne nel XII secolo, che autori ne sono gli stessi monaci e che quindi questi documenti possono essere riguardati come esempi di scritture librarie in uso nello scrittoio»? Non s’è accorto che l'analisi è sempre condotta su questo materiale perfettamente situato nel tempo e nel luogo? Se cosi fosse egli, cosa di cui, del resto, non ci stupiremmo, avrebbe recensito un lavoro di cui non ha letto nemmeno una pagina. Ma così non è. Egli ha letto, ha letto tutto, e ci ha dato atto di avere letto. Dopo alcune righe, criticando i nostri facsimili, egli così si esprime : « Specialmente il Praga non doveva recare in differente grandezza il materiale che vicendevolmente compara». Ah, dunque noi compariamo! Ma perchè allora prima ha detto che assolutamente non ci atteniamo alla norma di comparare? Misteri della logica baradiana. Poi, facendoci un altro appunto, quello cioè di aver rimproverato al Novak di non aver utilizzato i codici di Oxford e Berlino e di non averne fatto uso noi stessi, ci fa un altro grosso rimprovero e ci dà un prezioso consiglio, sempre di metodologia : « questi tre codici dovevano essere al sign. Praga il punto di partenza nella trattazione di questo scrittoio per fissare o escludere in base ad essi, in quanto fosse possibile, il tempo e luogo di quei frammenti». Saremmo stati freschi se l’avessimo seguito ! Quei tre codici hanno essi stessi proprio il bisogno che avevano i nostri frammenti prima che li studiassimo. Non se ne conosce nè il tempo nè il luogo. Parlandone a pag. 36, abbiamo detto che « se... lo scrittoio di San Grisogono lavorò ecc. ecc. sarebbero da aggiungere ecc. ecc.». Il se e il sarebbe esprimono dubbio, condizione, proibiscono cioè di usare di quel materiale come punto di partenza. Il Novak, che ha studiato la Scriptum Beneventana osobitim obzirom na tip dalmatinske beneventane (con particolare riguardo al tipo della beneventana dalmatica), aveva l’obbligo di farne oggetto di studio, non noi che abbiamo studiato lo Scriptorium dell’ abbazia di San Grisogono in Zara. Un terzo errore metodologico che avremmo commesso sarebbe quello,