— 195 — preceduta in altri campi, di abbozzare una sintesi bibliografica di balcanologia moderna e di considerare l’arte e la civiltà, la storia e la geografia dei popoli balcanici da un sol punto di vista. Indovinata pure l’idea, benché espressa in forma troppo giornalistica e reclamistica, di completare il quadro bibliografico con articoli di vario argomento e tendenti ad illustrare i vari e molteplici aspetti della materia ivi compresa. Cosi il libro acquista significato ed importanza non solo di guida bibliografica, ma di guida spirituale in genere. E le notizie che raccoglie e le informazioni che porge sono davvero abbondanti e svariatissime. Però il lavoro del S. è un primo saggio del genere e come tale subisce tutti gli inconvenienti ed i difetti che sogliono accompagnare ogni novità. L’ autore stesso se ne rese conto e arrivato alla fine dell’opera, dopo aver constatato — cosi pensiamo ! — e quasi toccato con mano varie lacune e tortuosità, varie incongruenze e difficoltà non sempre felicemente superate, si pentì d’aver intitolato il suo libro « Bibliographie » e lo presentò in una nota introduttiva come « Saggio bibliografico ». Difatti questo secondo titolo si presterebbe meglio e meglio rispecchìerebbe il carattere, la contenenza ed il valore del libro. Libro che ha innegabilmente i suoi pregi, ma che nella stessa misura ha anche i suoi difetti. Causa precipua ne è un senso di fretta, un’ansia di arrivare alla fine quanto prima — la malattia dell'epoca 1 — un’ incostanza di lavoro che impedisce il controllo coscienzioso e continuo dei criteri dominanti nell’ opera e di tutto il materiale ivi raccolto. Già quanto mai stridente ed illogico è il contrasto di metodo e di criteri che si riscontra fra le due parti del libro. La trattazione del materiale bibliografico, è vero, non è questione tanto semplice e facile da poter risolvere su due piedi ed attuare in modo piano, scorrevole. Vari e vari sono i problemi che in tali casi si affacciano e vari i modi di esplicarli. La scelta però è — quasi ! — libera, ma una volta che in un libro di bibliografia è stato adottato un sistema e fissato un criterio, è erroneo e deplorevole cambiarlo poi nel corso dello stesso libro. Ne succedono di quelle incoerenze che intaccano la struttura fondamentale dell’ opera e scompigliano tutti i suoi quadri d’orientamento. La stessa scrupolosità e coerenza ci vuole poi nella classificazione e ripartizione del materiale. Qui il problema è più complicato e delicato ancora, perchè ci sono dei libri, la cui classificazione realmente risulta imbarazzante per la varietà dell’argomento e la cui migliore soluzione può essere ottenuta con ripetute citazioni in vari capitoli o quadri. Comunque, anche qui, l'A. deve riordinare e precisare bene le sue idee e una volta preso un piano unico non se ne deve più allontanare. Altrimenti succede di provocare degli spostamenti di opere che nuocciono all’ organicità del quadro e alterano il significato delle singole opere « fuori giuoco ». Così, p. e., nella B. B., giacché 1’ autore nel raggruppamento dei popoli balcanici si vale dell’ attuale situazione politica, risulta fuor di posto tutta quell’ inclusione di opere dalmatiche, scritte da italiani (p. 99), nel capitolo dedicato alla Jugoslavia e ciò tanto più fuor di posto in quanto il suddetto capitolo tratta di problemi interni ed affari esteri, mentre parecchie delle opere surricordate non hanno che fare con questo argomento, special-mente lo studio paleografico O filologico di A. CRONIA : II Canzoniere raguseo del 1507. Similmente è fuori di luogo la citazione dell’opera di economia « illirica» di M. Pivec La vie économique des Provinces illyriennes nella rubrica «storia e civiltà » (p. 163); oppure la citazione di Die Abstammung der Bulgaren und die Urheimat der Slaven di G. Cenov (Tzenoff) nella rubrica « lettere, arti ecc. » (p. 185). Segno di poca coerenza e di scarsa preparazione è anche quello sfiorare un argomento in un dato caso e poi non più riprenderlo, ricordare una voce e dimenticarne tante altre. Tipico è