196 chietto, visto e rivisto ; ma almeno le combinazioni son vaghe, ed ella con le sue pose e i suoi scorci fin le fa nuove. L’ autore del ballo è il Termanini, e il soggetto n’ è tratto dalla Signora delle Ca-mellie, il che ci dispensa di farne il racconto. Quella povera Rita Gauthier passò, come Visnù, per tutte le possibili trasformazioni. Fu prima romanzo, poi dramma, poi opera, ora è ballo : se non che, qui le disgrazie tutte accadono in sogno, ed e’lascia ogni uomo contento. In esso ha però qualche cosa di veramente soverchio, il quintetto ; e, in coscienza, non si può tutto lodare dalle piante a’ capelli. I capelli son anzi la sua parte debole. Che zazzere ! che parrucche ! Tanta seta, tant’ oro e lustrino negli abiti, e tanta stoppa per chioma! Qualcuno fin la perdette sul palco, ed ella sì dovette raccogliere. Ciò vuol dire che nulla al mondo ha da esser perfetto : il ballo è grande, ma non istà cogli altri a capello.