156 tanto graziosa e gentile, eh’ è rappresentata da quell’ ente aereo, che sì chiama la Plunkett. Questa, che da’ natii colli segui a Venezia la sorella per esserle di conforto ed aiuto nelle sue sventure, si truova in buon punto sul Molo, mentre la gondola fatale si stacca dalla riva della prigione ; sospetta, non si sa come, che in essa sia chiusa Giovanna ; e con l’opera del promesso suo sposo, che sempre 1’ accompagna, prende una barca, insegue la gondola e giugne a togliere la diletta germana dalle mani omicide. Poi, interposti i buoni ufficii del Barbarigo, capitano di Padova, di cui s’era conciliato il favore e la protezione ad una festa de’ fiori, che a que’ tempi, secondo le tradizioni del coreografo, si dava tutti gli anni in Arquà, ad onor del Petrarca, ottiene, col castigo del colpevole, non pure la liberazione di Giovanna, ma fino il riconoscimento del suo matrimonio : tanto una leggiadra villanella può esser potente ! Quest’azione, nella quale, come di sopra avvertimmo, il compositore si formò un’ idea di Venezia più secondo le bizzarre invenzioni de’ novellieri, che sulla verità della storia, è condotta in modo assai rapido ; lo spettatore