476 grosse di che abbiamo accennalo più sopra. Fatte dalla reptili-blica costruire, armare, equipaggiare, e posti sopra ciascheduna un comandante, un cappellano, un medico, un chirurgo, ministri servi e trombettieri, le metteva poi all'incanto una per ima dandole al maggior offerente. Costui caricava la galea di merci, e per prezzo cedeva anche altrui uno spazio affiti di collocarvi altre merci. Al ritorno del viaggio restituiva il legno al Governo, pagandogli una assai lieve contribuzione soltanto sopra li zuccheri, le sete ed i panni imbarcati. 1 marinai di queste galere godeano alcuni privilegi!; portavano seco, cioè, certa quantità di inercatanzie esente da qualsivoglia dazio, e le paghe loro non potean essere mai sequestrate per debili che avessero avuto verso lo Stalo o verso i privati. GALIAZZA, GALEAZZA. Robustissimo naviglio, introdotto nel XVI secolo da un Giovanni Andrea Badoaro. Aveva tre alberi verticali ed il bompresso; vele latine; tre remi per eia-schedun banco; e portava quaranta pezzi di artiglieria di bronzo, fra grossa e piccola, e molti archibugioni, detti da posta, equivalenti ai moderni spingardi. Sei di queste galiazse valsero, nel sette ottobre 4571, a decidere la grande battaglia, combattuta alle Curzolari, a favor della lega. Nel secolo XVII la galiazza venne riformata. Era lunga metri 50,460, larga 7,508; avea alberi con gabbie; quarantauove remi maneggiali ciascheduno da sette uomini, per ciò trecenloquarautatre galeotti; sessanta marinai; dugento soldati; trentasei pezzi di artiglieria di bronzo, e moschettoni da posta. GALION, GALEONE. Naviglio poderosissimo e grande, da guerra e da commercio, della famiglia delle galere, sulla cui forma di costruzione però, sulla forza delle armi e sul numero dell’equipaggio non ci rimasero positive notizie. Vittor Fausto, virtuosissimo uomo, ne fu l’inventore nel deciuioseslo secolo. GALIOTA, GALEOTTA. Legno da guerra, con un solo albero verticale, che viaggiava a vele ed a remi, e il cui equipaggio era unicamente composto di soldati, i quali per ciò passavano dall’esercizio dei remi a quello delle armi: si cominciò a far uso di questo naviglio nel 4544. Nel secolo XVIII la ga-liota era nell’alberatura e nelle vele simile del tutto alla galea, e portava da trenta a quaranta remi. GALLO (oratorio di san). Chiesetta, ch’era di giuspatronato del doge, e che trovasi annessa ad un ospizio nella piccola piazza