152 più-aglio, collo stendardo di san Marco, stava dietro al doge 8 alle altre persone. Abbassato il Pozzetto al piede della principale scala del palagio ducale, chiamata dei Giganti, e salitala il doge, conle giugneva al pianerottolo giurava di osservare la Promission (lucale, che gli era consegnata dal più vecchio de’ suoi Gonsii glieri, il quale immediatamente gli poneva in capo, tutto ingem-mato, il diadema, o Corno ducale, dicendo ; « Accipe coroncim (lucatus Fenetiarum. » Così coronato, mostratosi il doge di bel nuovo al popolo, al terzo arco della loggia, che interiormente cigne il cortile del palazzo, andava a sedere in trono nella sala Appellata del Piovcrjo, accompagnato dalla Signoria, e dai quarantanno suoi Elettori, il più anziano dei quali gli ricordava, esser quello il luogo, in cui un dì avrebbe dovuto render conto a Dio e al governo delle sue opere : in dotta sala, accostumavasi di esporre la statua del doge defunto come vedremo, Finalmente nel successivo giorno, dopo la messa pontificalmente celebrata dal Primicerio nella basilica di san Marco, era cantato, al suon di trombe e di altri stromenti, l’inno Ambrosianoj il quale negli anni appresso veniva ripetuto nella festività ecclesiastica più prossima all’ anniversario della incoronazione. Consone perfettamente al fantasima di sovranità del doge erano le prerogative di lui veramente ridicolose. Esercitando egli un assoluto padronato sulla basilica di san Marco, e sulle chiese di san Gallo, dei santi Filippo e Giacomo, dell’ Ascensione, di san Giovanni e di san Già-* corno di Rialto, era di suo diritto la nomina delle persone tutte destinate al servigio di dette chiese, compresa quella dei predicatori quadragesimali, dispensando ¡usino per quattro ciechi ao cationi altrettanti posti nella basilica di san Marco. Approvava 2’ elezione dell’ abate dei monaci Olivetani di santa Elenn, del priore del convento di san Cristoforo della pace, e della badessa del monastero delle Vergini ; destinava un prelato per il governo spirituale delle suore di santa Teresa, eleggeva il cappellano ei due confessori dell* ospedale dei trovatelli, appellato della Pietà, distribuiva le cinquantasei piazze esistenti nel pio ricoverò femminile della Cct di Dio. Venendo alla parte civile, oltre la nomina delle persone della sua famiglia nobile, e dei Comandadori, dei Ballottini ecc., avea anche quella dei suoi sei sonatori di pi fiero, dei guardiani delle prigioni forti, delle civili,, e delle novissime, del barbitonsore del palazzo, del cuoco e dei facchini al servizi0 dei pubblici banchetti. Ma quando al popolo si mostrava colui, gli effetti della cui autorità si ristrignevano a cose di niuu i-ilievo, e a personaggi parimente inconcludenti o abbiettissimi, appari'3 egli circondato della più grande magniliceuza. Conservalo sempre purpureo il calzare, il doge vestiva la dogalina con inalilo e moz-