! 175 Le Galere lunghe trovatisi nomi iale nell’anno 1084; viag-f¡riavallo a remi ed avevano una ciurma di centoquaranta per- I sone. Le Gulere grosse, di varia dimensione, erano spinte al cor-lao da remi e da vele, le quali vele si chiamavano artimon, terzaruolo, papa figo e cochina. Erano le galee grosse munite alle due estremità di castelli per farvi uso delle balestre e di altre macchine guerresche; nel mezzo, come i dromoni, aveano un trinceramento a riparo dei soldati. Quattro o cinque persone stavano per ciaschedun remo, laonde per sessanta di queste ga-lere abbisognavano quindicimila uomini, ascendendo poi l’annua spesa per il compiuto armamento delle dette sessanta galee a lieti quattrocento trentaduemila fiorini d’oro, cioè a cinque milioni di franchi circa. Demetrio Nadal costruiva, nel 4294, entro l’arsenale, la prima galera grossa da guerra. Le galere sottili o leggiere erano assai celebrate perchè velocissime al corso, facili e pronte nei movimenti. Nel XIV e nel XV secolo la galea sottile era lunga metri 46,980; avea tre remi per banco; Iacea uso di vele dette mezzana, terzaruo- lo ed artimon; un rostro, o sperone, assai lungo partiva- dalla di lei prura : dovendo la galea presentarsi in battaglia sempre colla prora, perciocché i fianchi, a cagione dei remi, erano le ; parli più deboli, meno difese e più pericolose, per ciò sopra | quel rostro si accumulavano i mezzi di offesa, che consiste-| 'ano in balestre, mangani ec. La ciurma era di centoltanta persone, oltre certo numero di balestrieri. La galera sottile nel | secolo XVII era lunga metri 41,760, larga 5,220, portava due alberi appellati maestra e trinchetto, e alcuna volta, soffiando 'ento gagliardo, un terzo, verso poppa, detto mezsunello; avea quarantacinque remi mossi da cinque uomini per remo, di guisa che i galeotti montavano a dugenloventicinque. Nel centro della prora stava un grosso cannone di bronzo del calibro, ve-neto, di cinquanta, con quattro falconi (specie di cannoni) da I sei, e con otto petrieri da dodici. La poppa era munita di alti' quattro petrieri del calibro di quattordici, e di un falcone (chiamato quello il paretolo) da tre. Ciascheduna galea era poi abbondantemente provveduta di moschettoni, di lancie e di ascie Per l’abbordaggio. La galera bastarda venne così denominata per pariecipare "die forme, avendo alti i suoi bordi, della galea e della nave. La galera bastardella era una modificazione della bastarda, in-t'odotta, forse, nel 4518 da un Francesco Bressan o da Bressa, c,1po dei falegnami dcll’arseuale. Le galere da traffico, finalmente, erano le medesime gukre /