72 SCRITTURA I - APPENDICE di Cortellazzo, anzi tornavasi a rivolgere il pensiero e le cure a salvare la vecchia Cava e anche il vecchio Canal di Caligo >. Nel 1574 si scavava radicalmente quest’ alveo, attivandosi provvisoriamente per 1’ occasione il nuovo di Cavallino, che rimase aperto fino al 1594; e nel 1578 si procedeva ad un interrogatorio scrupoloso per trar nuovi e più sicuri lumi sulla Zuccarina Un discendente di Alvise Zuccarini, di nome Manlio, ricordando che i suoi antenati avevano « posseduto la Cava d’ Arco, hora nominata Cava Zuccarina, per centenara di anni con carico di tenir quella cavada » diceva che, a sua memoria, la navigazione non aveva mai sofferto interruzione, nemmeno quella delle barche grosse, che la manutenzione non aveva mai lasciato a desiderare. E un vecchio barcaiolo assicurava che da molti anni egli seguitava a farvi i suoi viaggi 2. Certo cosi parlavano costoro, perchè ispirati un po’ dall’ affetto, dall’ attaccamento al vecchio canale ; ma tutto fu inutile, il suo destino era ormai segnato. Al nuovo Canal d’ Arco, all’ antica opera di Cristoforo di Oderzo rimanevano ancora pochi anni di vita. Infatti nel 1591 si eleggeva una deputazione di quattro patrizi perchè esaminassero la grave questione enei 1594, dinanzi alla necessità di trasportar materiali per la costruzione della fortezza di Palma,si deliberava di condur a termine i lavori di scavo nel taglio di Cortellazzo lasciati interrotti, non più col proposito di farne un diversivo della Piave, come si era progettato dapprima, ma bensì, ciò che si era andati man mano trovando opportuno, un succedaneo alla navigazione dell’ antichissima via commerciale, del nuovo Canal d’ Arco o Cava Zuccarina. Questo taglio di Cortellazzo, lungo pertiche 2586, inaugurandosi nel 1601 o nel 1602, assumeva tale funzione e con essa anche il nome di Nuova Cava Zuccarina accanto a quello di Cavetta 8, Nuova Cava Zuccarina o Cavetta (1602 — ....) Il principio della Nuova Cava non fu molto dissimile dalla fine della Vecchia. Ancora nel 1603 essa dava motivo a molte lagnanze. Ecco quanto si legge nello scandaglio di tutta la laguna eseguito in quest’ anno dagl’ingegneri Gian Luigi Gallesi e Tommaso Contin 4. « La navegation del Friuli che esce a parte dell’Alemagna, venendo da porto Gruer per le lagune di Caorle, di Jesulo, gionta alla laguna di Venetia al canal de Lio mazor per 1’ impedimento dell’ atterratione del Canal de Cao de Barri non può passare alla città di Venetia, a modo che li naviganti conviene, sforzati dalla hecessità, abbandonar questa via per il di dentro della Piave a Venetia et esponer a pericolo le loro vite et le facoltà non tanto sue, come da mercanti nel mare, per non poter venir liberamente dentro della laguna, et lo ¡stesso si può considerare che debba seguire della nuova navigazione di Palma, come anco segue di quella della Piave et Livenza, poiché talvolta occorre alle barche grosse di mercanzie, et entrate aspettare alli porti di Iesulo et Cortellazzo molti et molti giorni che passano le fortune, et poi entrate nel mare per non poter passare per li canali della laguna, massime in quello de Cao de Barri, et per la Cava Zuccarina nova, qual non fu mai ben 1 Zendrini, op. cit., voi. I, p. 279 e seg., 289 e 290. 2 Zendrini, op. cit., voi. I, p. 294, 296 ; Arch. St. Ven., Savi ed Esecutori Acque, ms. 966, c. 554 e 528. 3 Zendrini, op. cit., voi. I, p. 330, 338; voi. II, p. 5. Il nome Cavetta forse le fu dato perchè era dapprincipio una piccola cava, che doveva funzionare semplicemente come scaricatore della Piave. 4 Questo Tommaso Contin fu continuatore del fratello Antonio, nella costruzione della Scuola di S. Fantin ora Ateneo Veneto (G. Pavanello, La Scuola di S. Fantin ora Aten. Ven., Venezia, Callegari, I9i4,p. 46).