IOO MARCO CORNARO E cusì visto, i dicti veneno a Padoa e da Padoa al sborador de San Bruson, che se cavava 1 et de lì montarono in barche e vene a Venesia. Et dappoi essendo stato dicto a dicti come per la via de Saravale se podeva tuor la Piave e quella condur in Livenza e che facendose questo se poria rneter el Cisbon in Piave, i dicti zentilhomeni deliberò de andar a veder tute diete. E, zonti li dicti a Treviso, quelli dechiarò al podestà e citadini de Treviso la cason de la sua venuta et se dicti saveva arecordar qualche bona provission. Se levò suso miser Bonfiorin et dise che a tempo de miser Zuan Corner era stà podestà a Cividal2, cum el qual lui era sta Avicario 3, lui havea intesso come altre fiade la Piave vene fuora per Saravale e che per esser cazuda certa montagna quella se stropò e tolse la via da Cividal I dicti zentilhomeni me domandò el mio parer. Io ge rispusi che a tempo che io era stado podestà de Saravale haveva inteso questo medemo ; ma che lo exercito da Tamerlan non conduria dieta per Saravale per la montagna iera ruinada. I dicti zentilhomeni fono a Saravale e vete dove descendeva 1’ aqua e dappoi i 'dicti montorono a cavalo e andorono vedando verso Cividal e fo trovado la cosa esser impossibile, come haveva dicto. Quelli dappoi montò in zata e vene per Piave verso Feltre 5 e de lì vene al Cisbon 15 1 Da queste espressioni si desume come lo scaricatore di Volta Capone o di S. Bruson decretato 1’ n ottobre 1457 si stava eseguendo, e ciò è confermato dalla breve relazione officiale del sopraluogo, riportata più innanzi. 2 Belluno era detto « Cividal (civitas) de Beluno » quanto « Cividal » solamente. 8 II Filiasi ha « Missier Fiorin Del Bon » (Fjliasi, op. cit., voi. I, p. 348. nota 2). Comunque sia, nei Reggimenti, nel Capellari e nel Piloni non figura un Zuane Corner podestà e un Buonfiorin o un Fiorin Del Bon vicario; ma un Joannes Corrarius podestà e un Joannes Andreas de Tarvisio vicario, nel J430, cioè ventotto anni prima. È evidente il Corner essere un errore di amanuense e il Giovanni Andrea essere il nome del Buonfiorin. 1 La caduta di questo monte (il monte Socchero o Pinè o delle Prese) trovasi accennata per la prima volta in un diploma di Berengario del 923. Secondo alcuni sarebbe avvenuta nel quarto secolo precisamente nel 365 in causa d’ un forte terremoto ; secondo altri nel sesto, cioè nel 589, nell’ occasione della straordinaria inondazione, che mutò corso ai più grandi fiumi d’Italia (Musoni, op. cit.). Questo fra gli storici, ma fra i geologi l’ultimo a trovarsi in accordo con essi fu il Catullo ; dopo di lui il Taramelli, il Tel-lini ed il Fischer pensarono diversamente, e cioè che il fatto sia avvenuto molto prima. Riporto quanto, riassumendo gli altri eh’ egli cita, scrive il Fischer; « Il Piave... ha avuto certamente un altro corso. Se non tutto il fiume almeno 1111 suo braccio deve aver seguito in altri lempi la direzione meridiana in prolungamento del suo tronco superiore, e per la fattura trasversale di Santa Croce,da Ponte nelle Alpi doveva continuare il suo corso fino alla pianura. Cosi almeno si può interpretare 1’ attuale prosecuzione della valle fino a Vittorio nel piano. In luogo del fiume la valle è occupata ora dai Laghi Lapisini. I due laghi abbastanza profondi in rapporto alla loro area, 1’ ultimo principalmente (m. 52) sono superati l’uno dall’altro di una diga detritica che viene considerata come una frana molto antica. Siccome a S. del Lago morto la valle è attraversata da una soglia di calcare ip-puritico, più alta di Ponte nelle Alpi, dove il Piave facendo un brusco gomito muta direzione, è certo che dal momento in cui il fiume cambiò corso dev’essere passato un tempo lunghissimo, durante il quale la corrente ha avuto campo di scavarsi un nuovo letto più profondo. Le numerose linee di frattura che si sono riscontrate ed i frequenti terremoti danno argomento a credere che i processi tettonici ’abbiano largamente contribuito alla formazione di questo solco trasversale» (Teob. Fischer, Penisola italiana, traduz. it., Torino, Unione tipog,, 1902, p. 195). 5 Per quale ragione venissero in zattera si desume dall’ Itinerario di Mariti Sanudo : « C’ è, egli scrive, unn via (la Feltrina)... molto cattiva da Feltre a Cividal (Belluno), et molto petrosa, unde si suol dir ; Chi vuol un cavallo provar, vadi da Feltre a Cividal » (Marin Sanudo, Itin., p. 121). 6 Cistnon. Non si dice se per Arsiè o per la valle del Cismon, ma è da credersi per la via di Arsiè, avanzo dell’ antica via romana, che univa le altre due strade maggiori risalienti le vallate della Piave e della Brenta.