SCRITTURA II 85 reva, e fo facto seschalco 1 e spendador miser Fantin Pisani2. Et cusì cum la gratia de dio quella sera fo determina de voler veder la via che voleva miser Francesco di Garzoni fesse la Brenta. Adì 25 dicto, i dicti zentilhomeni montarono in barcha e, reducti ai Busati3, quelli vetino come l’aqua de la Brenta, che descendea per i sboradori de sora, quella vigniva a capitar a dicto busato, cum grando impeto cadeva in Brenta. E, montadi in terra ala palada de Volpadego, quelli vete la Corbola, e lì quelli domandò a maestro Antonio Cararo che dovesse dir la sua opinion, el qual respose voler prima veder tuto, perchè lui non havea più visto ; e cusì tuti li altri dise. Per la qual cosa fo visto et mesurado la Corbola, la qual vegniva dicto esser longa passa cento e octanta, vel circa. Et dapuoi fo mesurado el Canal Mazor da i Molini ; quello fu trovado largo passa 45, profondo pie 25 in 26 cum meza aqua da mar, ala palada de Lorbo 1 fo trovado profondo pie 18 in 19, per mezo Fossa Mala 8 profondo pie 26, trovando verso la-volta e verso la laguna pie 32. E così i dicti zentilhomeni venero fuora a la via del porto de Malamocho e retor-nono per Fossa Mala e de Fossa Mala in Taiadela de li retornono ala Mira. Et quella sera loro aldino li inzegneri a uno a uno separatamente, et comenzò da maistro Antonio Cararo. Domandò miser Vido da Canal al dicto se per la via de Corbola se poderia condur la Brenta in Canal Mazor e quante opere intraria a far la Cava ; quello respose de sì che la se poria meter, ma che la Brenta se levaria più alta a Lizafusina perchè se longa va la via. Foli domanda quante opere andaria per passo ; quello respose che non se inten deva de quelle ovre, ma che Anzolo Sambo meio se intenderla delcavamento che lui, per non haver pratica de paludi. Foli domanda de condur quella in Canal Mazor per la via de la Fossa Mala; dise che per questa via quella se condurria e con men spesa. Fo adomandado la sua opinion ; quello dise che a lui non piaseva alcuna de diete dina, dove il 24 agosto gli veniva ridotto lo stipendio ed a p. 105, 1’ alterò in « fra Marino ». Del Pinzin e « Quod Ravanellus ingeniarius qui habet singulo anno di Antonio da Silvelle abbiamo detto quanto ab- L. 455 reducatur ad L. 250 in anno et ditfalcabuntur biamo saputo nella Scritt. I. singulo anno L. 205 » (Arch. Sta. Ven., Senato Terra. 1 Seschalco, scalco, maestro di casa, reg. 3, c. i69‘). 2 Secondo i documenti, il 14 novembre 1443, dopo Maestro Domenico è certo il Domenico Segato, le lettere ai Rettori si ordinava che il sopraluogo avesse che abbiamo incontrato nella Scrittura I. principio il prossimo Lunedi e si destinava a cassiere Non venne il Ravanello e non venne il maestro della comitiva un certo Giuliano del Biondo. Il 21 si Domenico, ma in compenso la Signoria riuscì a riunire eleggevano organizzatori e direttori della spedizione una scelta schiera di competenti, fra cui ultimo non Fantino Pisani, Francesco Garzoni e Marco Michiel e doveva essere quell’ Angelo Sambo di Chioggia, di il 27 tenevasi in Mira una prima radunanza (Arch. Sta. cui ho parlato nell’ Appendice sul Canal d’ Arco ; e Ven., Savi Acque, Capit. n. 342, c. 45). Dunque la data primo senza dubbio, per la gloria, di cui fu poi cir- 1444 e qualche altra cosa non sono esatte, condato il suo nome', il celebre fra Mauro, monaco di 3 Busati e anche Bisati. Vedi innanzi. S. Michele di Murano, che allora stava lavorando in- 1 La palata de Lorbo era sul Canal Mazor. torno al Mappamondo (Zurla, Il mapp. di fra Mauro, 5 Fossa Mala univa la Corbola con Canal Mazor. Venezia 1806 p. 90). V’era una chiesa, S. Lunardo de Fossa Mala, e Lo Zendrini per la cattiva lettura del codice ignorò vi si seppellivano gli appestati quando non bastava a la partecipazione dì fra Mauro. Non essendo riuscito ciò la vicina isola di' S. Marco di Lama (M. Bru- a decifrare questo nome, a p. 95 del voi. I, 1’ omise, netti, op. cil),