43 none poeta latino estemporaneo; e due monografìe sull’antica accademia equestre di Udine e sul castello di Soffumbergo, scritta questa dal dott. Francesco Arrigoni. SS. Aquileia. (Nella Triester Zeitung, Anno 1863, n. 123, 151 ; Anno 1864, n. 23, 24, 25, 100, 106, 107; Anno 1865, n. 254) — Trieste, tip. del Lloyd austriaco, 1863, 64, 65; in 16° di pag. compì. 36. (B. C. T.J In cinque opuscoli separati sono raccolte le notizie che riguardano gli scavi di Aquileia ed è espresso il proposito di continuare in quest’opera, studiandone le difficoltà e affrontando altresì la questione finanziaria. Molti generosi progetti, frutto delle comuni preoccupazioni, sono racchiusi in queste pagine, non ultimo dei quali di migliorare le condizioni materiali dell’antica metropoli, a che è rivolto l’articolo sulla laguna di Aquileia. Il più lungo articolo tratta del famoso pozzo in cui vuoisi che gli aquileiesi gettassero i loro tesori al tempo dell’invasione di Attila. so. Indagini sullo stato materiale dell’antica Aquileia, esercitazione del conservatore pel litorale dott. P. Kandler. — Trieste, tip. del Lloyd austriaco, 1865; in 16° di pag. 26, con una tavola illustrativa. (R. O-B.J Essendo uscita, intorno a quest’anno, un' Iconographia Aquilejae Romanae et Patriarchalis, il Kandler si fece ad esaminarla, rettificandone le conclusioni esagerate, e riducendo l’area della primitiva Aquileia a una figura quasi quadrata, di cui due lati paralleli avevano 375 piedi romani, e gli altri due 377.50. Cosi Aquileia sarebbe stata non più della metà della Roma romulea, e un venticinquesimo della Roma di Adriano. Queste misure sono dedotte dal numero degli abitanti che in origine non eccedevano i 25inila, ma furono il doppio sotto Cesare, e crebbe in proporzione la superficie della città che prese forma di plinto. Sotto Traiano e Adriano la superfìcie primitiva quasi quadruplicò e riebbe la forma quadrata. Questa esercitazione parla del territorio su cui sorgeva l’antica Aquileja, e delle frequenti sue mutazioni idrografiche, delle sue condizioni corografiche e stradali, e conchiude trattando in breve del ponte romano, lungo 86 passi, che sarebbe stato tra la chiesa di Ronchi di Monfalcone e i colli contraposti di Selz.