306 Stato di Gorizia, pag. 1 e segg.) — Gòrz, tip. Paternolli, 1881; in 8° di pag. 30. (R. O-B.) Con la scorta degli autori latini e delle iscrizioni, il Maionica rifà la storia di Aquileia sotto i romani, entrando nelle questioni della sua importanza militare, della superfìcie, e degli istituti civili e religiosi. Parla altresì delle strade, e sempre con tale abbondanza di citazioni da rendere completa, nella sua concisione, la presente monografìa. — Ne trattò brevemente Y. Joppi nella Patria del Friuli, 1 settembre 1881, n. 208. 635. Antichi vasi fìttili di Aquileia raccolti e illustrati dal dott. Carlo Gregorutti. ( Nell’Arclieografo triestino, Nuova Serie, Voi. vi, pag. 392 e segg., Voi. vii, pag. 115 e segg., 221 e segg.) — Trieste, tip. Herrmanstorfer, 1880-81 ; in 8° gr. di pag. 56. (R. O-B.) In questa prima serie si comprendono ben 680 pezzi, di molti de’ quali si danno, oltre la iscrizione che porta il nome del figulino, il contorno e i disegni eventuali. Grande è la varietà delle marche da fabrica, e non è da stupire per un emporio come Aquileia, a cui affluivano i prodotti di luoghi lontani. La maggior parte dei frammenti è color rosso cupo, rarissimi sono neri e bruni. Si distinguono i più fini dagli ordinarli pel colore più vivo e per la consistenza dello smalto. Il benemerito e operosissimo dott. Gregorutti lavora con alacrità alla illustrazione di altre scoperte consimili cioè dei sigilli aquileiesi che si ritrovano su anfore, lucerne, embrici, tegole e mattoni. 636. La pieve e il castello di Buia, cenni storici di C.... (Nel Cittadino Italiano 29 giugno, 2 e 3 luglio 1881, n. 143,145,146) — Udine, tip. del Patronato; in fol. di col. 12. (B. C. U.) L’ab. Luigi Camavitto raccoglie qui le notizie più strane intorno al suo soggetto, risalendo alla supposta origine di Buia che sarebbe derivata dai Bovii, famiglia romana; ma egli non crede a questa etimologia, e la trarrebbe piuttosto dalle voci slave Bugva (faggio) o Bujan (rigoglioso, applicato a bosco). L’autore, incerto del nome, pensa che il castello probabilmente romano, sia stato costruito per fronteggiare i Carni e a sussidio della via da Concordia a Gemona. Venendo al medio evo, la pieve buiese si trova ricordata la prima volta nel diploma di Carlomagno, 4 agosto 802, come possesso donato al patriarca Paolino; e il castello, ognun sa, è nominato nel famoso diploma, 11 giugno 983, di Ottone II a Rodoaldo (non Rolando).