285 largo possedimento e altri vantaggi dai privati, poterono fabricare l’attuale monastero, dedicandosi all’educazione delle giovinette. 587. Memorie del santuario di S. Osvaldo in Sauris arcidioeesi di Udine, pel sac. Luigi Lucchini. (Per messa novella di don Pietro Plozzer) — Udine, tip. del Patronato, 1880 ; in 8° di pag. 50. (B.C. U.) A Sauris di Sotto si venera da tempo non indeterminato il dito pollice di S. Osvaldo, re di Nortumbria, che sarebbe stato ivi recato da un cacciatore tedesco, forse da uno dei due fondatori del paese, traendolo dal reliquiàrio di Bamburgo. Questa è l’opinione di mons. Carlo Camucio, arcidiacono di Tolmezzo nel secolo passato, la quale è seguita dal Lucchini, che confuta lo storico della Carnia Nicolò Grassi e il suo copiatore prof. Arboit, e il biografo Giampietro Della Stua e il panegirista ab. Giuseppe Marzuttini. Fin dal 1328 la cappella primitiva di S. Osvaldo erasi trasformata in chiesa, visitata in gran folla da coloro che temevano le malattie contagiose ed epidemiche, cominci’ando dalla famosa peste del 1348. Questo opuscolo si fregia di due documenti e di venti brani, tolti agli archivii e alla citata biografia del Della Stua. 588. Die deutsche Sprachinsel Sauris in Friaul, von Carl Freiherrn von Czoernig in Triest. (Nei Zeitschrift des deutschen und oesterreichischen Alpenvereins, redigirt von Th. Trautwein, Jahrgang 1880, Heft 3, pag. 360 e segg.) — Wien, tip. Zamarske, •1880; in 8° di pag. 21. (S.A.F.J Interessante memoria sopra una delle due isole linguistiche tedesche esistenti in Friuli (Sappada appartiene da poco a Belluno), dovuta alla visita che il barone Carlo Czòrnig iunior fece a Sauris nel giugno 1880, mentre prima di lui erano stati, fra i tedeschi, lo Schneller e il Mupperg. Egli riesce a persuadersi che il dialetto parlato colà appartenga al gruppo bavarese e francone, e che i primi immigrati risalgano al secolo vii, ma non sieno nè goti nè longobardi. I documenti citati, e non per la prima volta, dallo Czòrnig, rimontano all’anno 1328. Lo Czòrnig toglie occasione dal proprio scritto pè'r ribadire, però con moderazione maggiore dei suoi compatrioti, a cui, fra gli altri notissimi, devo aggiungere il dott. Giovanni Angerer, l’idea preconcetta intorno alla diffusione dei tedeschi in Friuli nel medio evo: ne trae l’argomento principale dai 220 vocaboli circa di etimologia tedesca che s’incontrano ancora oggi