313 sopra l’altura, che è un posto avanzato molto acconcio a tenerli in freno. Anche il nome di Udine, secondo il Camavitto, è romano, derivando dalla tribù Velina (Vetinum, Utinum) a cui appartenevano le città della nostra regione, da Aquileia a Giulio Gamico. Ma l’autore poco appresso si combatte da sè sostenendo che l’origine del castello e del nome possa ascriversi, esclusi i romani, ai carni o gallo-carni. Torniamo dunque nel buio, tanto più fitto, se qui si ripete l’opinione, già vittoriosamente combattuta dai geologi, che il colle su cui sorge il castello sia artificiale. Le note del Camavitto furono tratte a parte dal Cittadino Italiano, 1-0 marzo 1881, n. 49-54, ma mancano affatto di critica. — Di questo lavoro parla lo Zahn nella Revue historique, Tomo xxi, 2, pag. 385, ed è incline a ritenere slavo il nome di Udine. 638. Udine e la sua sede. (Nel Cittadino Italiano, 19 maggio 1881, n. 112) — Udine, tip. del Patronato, 1881: di col. 1. (B. C. U.) In questo foglio, stampato per onorare il 50° anno sacerdotale e il 25° episcopale dell’arcivescovo Casasola, havvi un cenno sull’origine di Udine, probabilmente molto anteriore all’espresso ricordo del 983, e sulla sua sede che, eretta in arcivescovado nel 1751, si mantenne tale fino al 1818, in cui l’Austria volle che ci fosse un solo metropolita nella Venezia. L’arcivescovato, dopo molte pratiche, fu però rimesso in piedi nel 1847, essendo morto da due anni Vunico vescovo Emanuele Lodi. 630. Il nostro castello, di Antonio Picco. (Nell’appendice della Patria del Friuli, 28, 30 luglio, 1 agosto 1881, n. 178, 180, 181) Udine, tip. Jacob e Colmegna, 1881; in fol. di col. 15. (B.C.U.) Havvi qui, con un cenno di descrizione artistica, e con la ripetizione delle antiche date sulla ricostruzione del castello e sugli usi a cui servi nel passato, qualche richiamo ai tempi anteriori al 1848. L’articolo ha per iscopo di consigliare il riscatto del monumento, assegnandolo specialmente a grande deposito degli archivi, del museo, e di altre raccolte cittadine e provinciali. È l’espressione del sentimento comune nei giorni in cui fu scritto. 640. Museo civico, di V. J. (Nel Giornale di Udine, 30 marzo 1881, n. 76) — Udine, tip. Doretti e Soci, 1881; in fol. di col. 1. (.B. C. U.)