195 MDXXI, ACOSTO. 19C signoria. Da malina, va a la corte per parlar al Ile di questo. Solitila il suo successor. Di Hongaria, di sier Lorenzo Orio el dotor orator nostro, date a Buda a dì 10 Luio. Come turchi continue vanno prendendo qualche forleza di quel regno, el hanno preso la forleza de Sabach, loco de imporlanlia dove il qu. re Malias siete assa’ ‘ tempo et con falicha e spesa ad aquistarlo, e rao’ turchi l’hanno auto per forza. Etiam ha preso 3 altri castelli, zoè . . . . i quali sono su la Croatia a la banda di la Schiavonia verso la Corvalia; sichè sono mirali nel regno lino a la Drava e turchi sono poco lontani di Cinque Chiesie. 11 campo tuttavia è atomo Belgrado; pur dentro vi è entrato socorso. Questi baroni non fa le provision doveriano: dicono aspetar 10 milia boemi schiopetieri. l’amen, di qui a lo imi-nente pericolo non si provede; fanno conseglii e poca conclusion, et in quelli parlano conira la Signoria nostra, alcuni dicendo quella, ch’é ben avisata, non ha scrito de lì il partir del Signor lurco da Costantinopoli per dila impresa, et questo ha fato acciò l’lm-perador non fazi eie. Et per uno venuto di Itagusi qui, dice aver visto domino Marco Minio oralor al Signor turco de lì, che l’andava dicendo che la Signoria ha zà conclusa la pace con il Signor tureho con novi capitoli, però la non fa provision a questo Ite eie. Lui Oralor ha scusa la Signoria, che non ha l'alto novi capitoli, e bisogna la vadi riservala con il Signor predillo per causa di Cipro e di nostri mer-chadanti è in la Soria el Egyplo; con altre parole ut in litieris. Dii dito, di 16. Come la Serenissima Regina non ha voluto restar ni a Slrigonia ni a Vicegrad, et a dì 11 la vene di longo in questa citi. Li fo fato grande honor. La Maestà dii Re con questi signori 11 andò conira per do mia de nostri, et per el reverendo Vaciense vice canzelier li fo fato una oration latina, et rispostoli per domino Andrea dii Borgo, el cussi bore una post meridiem fece la sua mirala. La terra tutta in arme. E dona savia et all’abile; ma poco ha potuto star con il Re suo marito, perchè per queste turbolente di turchi Soa Maestà eri montò a cavalo per andar in campo, e andò a Tetem, mia do hongari de qui, et ha mandato una spada sguainata a tulli li baroni e altri, che vengino in campo con quante zente sono ubligali, et questo è l'ultimo perentorio comandamento: cosa che raro si suol far e in memoria di alcun non più fata in questo regno; pur pochi è venuti. Tamen si dice vegnirano. Lui Orator non è partilo senza licenlia de la Signoria, et essendo rechiesto el vadi con questa Maestà, si farà di amatalo fino babbi altro ordene nostro. Questa 118 matina è venuto nova, el Signor turco haver preso Sertin, provintia di farne existimation, et aver l'alo do ponti sopra el Danubio con do bastioni per uno; sichè poi venir fin qui a Buda senza alcun obslaculo. Li bohemi si aspectano. Questi sono in gran paura. La Serenissima Reina, venendo turchi più avanti, si partirà de qui verso Alemagna per asegurarsi. Dii dito, di 19. Come eri sera ricevete nostre con avisi di Costantinopoli: erano avisi vechi. Fo dal reverendo Cinquechiese et reverendo Vaciense vice canzelier, quali sono lì a Buda per esser il Re a Telem, el li locò una parola di tal avisi; ma erano vechi. Il Signor tureho va seguendo l’impresa dii Regno. Questi è malcontenti, maxime la Serenissima Regina ; dice aver scrito a l’Imperador so fradelo el a lo illustrissimo don Forando li mandi socorso et fazi pace con cristiani, e atendi conira turchi. Et mandano di novo domino Ilironimo Balbo orator a l’Imperador per tal ajuli, et exortar Soa Cesarea Maestà a far pace universal: el qual partirà poi domali. Le zente si vanno rcducendo per far campo con questa Maestà. Scrive, aspelar ordene nostro se lui dia seguir in campo questa regia Maestà, e quello babbi a far di la sua vita. Fo lelo una lelera scrita per Colegio questa matina a sier Polo Nani capitano a Bergamo existente apresso il Govcrnador zeneral, in risposta di sue, zercha far venir sguizari in veronese a obslar a li 8000 lanzinech eie. per il clic manda de qui domino Zorzi Sturio». Et a sua excelenlia debbi dir di questo se remetemo a lui, come per le altre con il Senato li scrivesemo. Et quanto a li valesani, si scrive a sier Zuan Viluri podestà di Bergamo vadi a Monza a darli li danari ducati uno per uno, el farli la mon-stra e inviarli a soa excelenlia etc. Et cussi a dillo sier Zuan Veturi fo scrilo in consonanlia. Fu posto, per li Savii dii Consejo e Terra ferma, excepto sier Antonio Trun procurator, una letera al Sccretario nostro a Milan, in risposta di soe, et come di sguizari lo ringraliemo a mandarli a obviar li fanti non passino in veronese, et quanto al venir de la soa persona, di questo se remetemo a soa ex-celéntia, con altre parole. E da nui non manca a inforzarsi eie. Et sier Gasparo Malipiero, fo Cao di X, andò in renga, volse eonlradir questa persuasimi si fa mandi li sguizari. Et li Savii se n’ acorse e conzò la letera, con dir laudemo tal opinion. Et cussi senza parlar 118* altramente vene zoso di renga. Et perchè in dilla lelera si scriveva aver comesso a sier Zuan Viluri