ALBANIA non è stato necessario ricorrere alla superiorità dei mezzi. E’ bastato lo slancio eroico dei nostri uomini. Ai caduti che hanno offerto le giovani vite per la liberazione dell’Albania rivolgiamo un pensiero commosso e questo pensiero è condiviso appieno dall’intero popolo albanese che attendeva, come ha provato, i nostri soldati con cuore fraterno e con sicura fede nella loro missione. « Quanto successivamente è avvenuto in Albania è noto. Dalla mattina del 7 aprile non più un solo colpo di fucile è stato sparato. La pace e l’ordine si sono automaticamente ristabiliti nell’intero paese. Le nostre truppe, che ormai hanno raggiunto gli estremi comuni delle più lontane provincie, sono state ovunque ricevute con entusiasmo e onori. « A nessuno è concesso di elevare dubbi sulla spontaneità di queste accoglienze senza offendere sopratutto il popolo albanese. Liberamente sono affluiti a Tirana gli uomini più rappresentativi di ogni regione, di ogni religione e di ogni categoria sociale e liberamente raccolti secondo le leggi e le tradizioni del paese in Assemblea costituente dove si è liberamente discusso e liberamente votato, essi hanno preso una deliberazione solenne e fausta: quella di stringere con legami indissolubili il proprio popolo al popolo italiano offrendo, quale segno supremo, la Corona d'Albania all’Augusta Maestà di Vittorio Emanuele III ». 2. - Il 7 aprile 1939 si è così aperta una nuova era nella storia dell’Albania con una fase decisiva nei rapporti che, dopo tanti anni di oblio e di incer- 193 13 • Pio Bono ioli, Albania