PIO BONDIOLI vette uscire dall’Albania e andò in esilio sulla Senna. Le truppe jugoslave sgombravano nell’agosto 1920 le rive del lago di Scutari sotto la pressione delle bande di Hassan bey Prishtina che le ricacciò alla frontiera nel 1913. La ricomparsa di Amhed bey Zog nel 1920 non a caso concise con l’uccisione di Essad pascià, avvenuta a Parigi per mano di un nazionalista albanese, Avnì Rusten, rientrato ben presto in patria, e con l’imprigionamento di tutti i membri della famiglia Toptani. Così il suo allontanamento dal Ministero degli Interni nel gabinetto Suleiman Delvina il 14 novembre dello stesso anno era coinciso con la calata di bande del Dibra verso la capitale, organizzate ed equipaggiate oltre confine. Un anno dopo rientrava nello stesso Ministero col gabinetto Xhafer Ypi rovesciando con la forza il governo precedente e mettendo in fuga il reggente Aqif. Ricostituito il Consiglio di reggenza, Zogu, per demolire le resistenze, ordinò il disarmo generale della popolazione. Nel marzo 1922 questa si sollevò e i familiari ed aderenti della famiglia Toptani, Ahmed bey Toptani, Jussuf Eles, Zià Dibra e altri marciarono su Tirana, mettendola in pericolo. Il governo dovette ritirarsi a Elbasan; alcuni ministri rassegnarono le dimissioni. Amhed Zog mobilitò le sue bande del Mati e, aiutato da quelle di Shefqes Verlaci, signore influente del distretto di Elbasan, represse spietatamente l’insurrezione. La vittoria lo portava il 2 dicembre 1922 alla Presidenza del Consiglio, in sostituzione di Xhafer Ypi diventato reggente. La questione del regime sembrava insolubile di fronte a questi antagonismi. Le elezioni convocate per la Costituente riuscirono favorevoli ai conservatori ai 130