105 MDXXSI1I, cl concluder le noze in la Gola primogenita del re di Dazia, dicen lo il re d'Ingìltera non voria queslo azió la guera con Scozia non continuasse. Poi Soa Sanlilà mi disse clic l’oralor cesareo lo liavea persuaso a far conira cl re Anglico, al qual liavia risposto lasseria che li agenli cesarei solicilasse a procieder de iure. Disse poi di le cose di Monferà, che ’I marchese di Saluzo leniva Alba, tera di quel Stato, et che Soa Santità havia dito è bon Cesare cognossa le sue raxon, il che facendo si aquieteria le cose et non saria guera in Italia. Heri gionse qui el reverendo prior de....... vien da Malta, smontalo di le galie a Caiela, el parlalo al Papa, subito tornò verso Malia. Gionse etiam mò lerzo zorno il secretano dii Gran Maestro, partilo di Malta da poi esso prior, et è parlilo per Franza, va per far intender a queli cavalieri le resolution fate nel capitolo, et è sta fato 11 a Malia. Heri sera rice-veti tre mano di letere col Senato, una zerca parlar a li reverendissimi Farnese et Medici in materia de possessi el Imver le denominalione. Dito reverendissimo Farnese è fuora a purgarsi a uno suo ca-slelo, iusta el solito, ma dicono sarà de qui fra 4 giorni. Manda letere di Rarzelona di I’ orator nostro, etiam da Corfù, haute per via di Lece. Scrive è compili anni do è in questa legalione, |>erò su-plica sia electo il suo successor, aziò el possi spatriar eie. Di sier Marco Antonio Contarmi orator, da Marsria, a dì 18 Aprii, ricevute a dì 18 Maeo. A di I i scrissi da le Pomegne, mia 4 lontano da Marseia, le qual non si ha baule. Questa malina poi el corde di Tenda governador de Provenza, vene con do galle a far riverentia a Sua Cesarea Maestà, et li mandò certi refresca metili non convenienti a chi li riceveva, né a nome de chi venivano mandali. La note poi, do bore inanti zorno, se fece vela con assai bon vento, et si navegò sino hore una de zorno, parendo a li marinari pratichi dii mare che ’1 tempo fusse cativo et cegnasse di mu-tatione, non si possendo in sì poco tempo passar il golfo et che la note sopravenisse, se ne rilornasseno a forza di remi con assai travaglio, et il mar se ingrossava mollo et sorzessetno qui a l’incontro de Marseia, la nova sopra le isole over Pomegne, locho sieuro el comodo. Et fu ventura grande clic non se navegò più olirà. Sempre da poi che zonsessemo qui é stato venli forzevoli de ponente vechì clic faceva fortuna grandissima ; si ne trovava in allo mar, non saria stato mollo sicuro, et (in bora sono andati sempre crcssendo, che mai Tarmata si è maggio. 196 potuto levar, nè mover di porlo. Cesare non se parte di galia se non quando va a messa sollo una tenda posta sopra questi scogli asperi ; et siamo lontani mia tre de qui da la terra, et si va in quela, el zorno fanno guardie grandissime, non vi entra alcun soldato per certa cuslion fata, è morti do spagnoli, niuno se assecura dormir in la tera, perchè bonazando el lempo, Cesare se partiria el chi non vi lusse restaria. Dicono ia Marseia esser fanti da guera 4000, ma non sono 600 ; el porto incatenalo, le porte serale non permettendo che alcuno vi entri senza licenlia, mostrando infinita timidità dentro il porto, benché de fuori se possi reputar porlo sicuro. Si alrova galie 17, con la scala iu lera, non si sa se tute sono navigabile, in aparentia sono assà belle ; et in terra, in l’arsenal, sono 7 galle, che in tulio sono numero 24, uno over doi bergan-lini, ma a fatica, 10 de dite galie si armenano, non hanno zurmc uè marinareza, et quando fanno armata se serveno di hotneni dì la riviera, ma al presente non bisogna pensarsi de haverli. Hora ne bau armale 6, li homeni di capo sono quasi luti zenoesi. Il sito de questa cità è assai forte et da mar quasi inespugnabile, posta in piano et meza in montagna, si da mar, come da tera, è grande et quasi quadra, po volzer zerca mia 3, assai populosa, et per opinion de ognun non molto ricca, nè ha alcun bel edificio secondo la usanza francese, lo expedisso questa a la ventura per la vìa de Franza. Dii dito, di Barselona, di 26 et 29 Aprii, ricevute a dì sopradito. Da poi le mie de 18, poi a lì 19 parse el lempo bono, se ben con effeto nòti era, et il vento contrario, pur Soa Maestà volse removersi. A hore 24 si levò al dispelo dii vento, a forza de remi feze zerca mìa 40, a hore 3 di sole, parendo a lutti li periti fusse impossibile andar et le zurme meze morie, Soa Maestà terminò andar verso Aquemorte, et volse se Unisse duro, el sopravene un poco de vento prospero, a vele se tira-semo alquanto manzi, il vento era streto nè durò do hore, unde iterimi a remi si navigoe il resto dii giorno el parte di la note. Il luni, a hore 4 dì sol arivassemo ai golfo di Roses sopra la Spagna fra Capocrea et Palamosa, el lì Sua Maestà disnoe, et dato riposo a la zurma, qual era quasi morta, lutti nudi remìgorono do note continue et uno di el mezo; riposati apcna 6 over 8 bore interpolatamente, non dormito bore 3. Poi disnar, Soa Maestà deliberò non star a dìscretìon di venti, et senza dir parola, con ordine che alcuno non lo seguisse, ritornò adriedo do milia et smontò in terra in una