LIMITI DELLA REGIONE X AUGUSTEA forse al di là del Tagliamento, ma sarebbe pure compreso nelle regioni Italiane, perchè l’Italia si estenderebbe appunto fino al seno di Aquileia, se non forse fino a Pola. Più importanti da considerare sono le attestazioni di Plinio il Vecchio, che dichiara di voler tenere per guida della sua descrizione d’Italia la divisione Augustea (1) e parlando della regione X Hadria-tico mari adposita (2) vi distingue la Venetia coi fiumi dal Silis al Formio, che chiama antiquus auctae Italiae terminus nane vero Fiistriae, e l’Histria (3), distinta dalla Liburnia e dalla Japidia, col confine suo, e d’Italia, all’Arsia (4); inoltre a conferma di quanto fu detto sopra, egli include nella regione X non solo le città di Brescia e di Cremona, cioè territori ad oriente del Mincio e del-l’Adda, ma anche Norea presso i Taurisci (5) e popoli, come gli stessi Japidi e i Liburni, prima dichiarati fuori d’Italia (6). Da Plinio in poi la conoscenza nostra dei limiti e della estensione del confine orientale e settentrionale della regione X comincia a divenire più certa e ci importa soprattutto per alcuni punti principali : quelli dell’ Istria con l’Illirico e la Liburnia, i confini col Norico e la Pannonia nel territorio dell'attuale Carniola, i confini oltre il Predii e Tarvisio e anche i confini del Brennero. Circa i confini dell’Istria già ho avvertito che Plinio dichiara che il limite era stato portato dal Formio all’Arsia e questo fu certo al tempo di Augusto (7), cioè quando Trieste, Pola e Parenzo subirono una rinnovazione da parte dei Romani: l’Arsia rimase perciò, come notano anche gli Itinerari (8), il classico confine d’Italia e solo forse tale confine fu oltrepassato verso il IV secolo d. Cr. per annettervi Flanona e qualche altro luogo vicino (9). L’odierna Carniola va pure considerata come faciente parte (1) III, 5, 46. (2) III, 18-19; 126-31. (3) III, 18, 127. (4) III, 18, 127; cfr. Ili, 5, 44; III, 19, 132, 139, 150. (5) III, 19. (6) III, 5, 38; III, 19, 130. (7) Cfr. Mommsen in IL. V, 1 pp. 1 e seg.; Ili, pp. 279, 389; Weiss in PW. Vili, 2111. (8) Anon. Ravenn. 4, 31 : dicere civitates ... Italiae, circa maris litora positas, ab ima Italia inchoèmus, id est a Civitate Arsiae, quae finitur inter Liburniam et Histriam; Guido da Pisa, Oeogr.: Arsia quae confinium Liburniae Histriaeque provinciarum «/(Möller, op. cit., 313); per Tolemeo XH, 14, 2) Tarsatica, Albona e Flanona sono parte dell’ Illirico. (9) Cfr. Mommsen, IL. Ili, p. 389 ; Const. Porphyr., De adm. imp. 30. — 241 — Aqu. 16