CAPITOLO I - LA STORIA manda un nuovo comandante in persona di Agilone, magister pe-ditum, il quale avendo nuovamente tentato l’assalto direttamente e non essendovi riuscito, pensa di prendere gli assediati con la sete. Rotti gli acquedotti con grandi fatiche, fa deviare anche il fiume, ma i cittadini si servono delle acque dei pozzi e in tal modo frustrano i tentativi di Agilone. Questi allora cerca di vincerli con la propaganda, e avanzatosi sotto le mura annuncia la morte di Costanzo ; dapprima non è creduto e solo quando egli inerme e solo e con giuramento solenne ripete dinanzi agli Aquileiesi la notizia, gli vengono aperte le porte ; Nigrino e pochi altri, colpevoli di avere istigato i cittadini alla resistenza, sono consegnati al vincitore ; e pochi giorni dopo Mamertino prefetto al pretorio condanna Nigrino ad essere arso vivo, Romolo e Sa-bostio curiales, accusati di averlo aiutato nella propaganda ribelle, ad essere uccisi di ferro ; gli altri vennero assolti. La singolare mitezza del vincitore era dovuta anche al timore che egli aveva che la resistenza di Aquileia non dovesse chiudergli i passi delle Alpi Giulie (1) e impedirgli i contatti con le province occidentali. Grande perciò fu la soddisfazione di Giuliano per la caduta della città e la punizione di Nigrino e tale che, come dice ancora Ammiano Marcellino (2), contribuì anch’essa a dare a Giuliano quel senso di sicurezza e di favore da parte della fortuna, che lo spinse ad imprese più alte e più pericolose (3). Segue un periodo di pace per Aquileia, pace relativa, perchè, come è noto, tutto il vicino oriente fu ancora ben presto in armi per le incursioni nei Quadi nel 371p (4) e per le ripercussioni delle invasioni degli Unni fino alla battaglia di Adrianopoli (378p). Durante questo periodo di relativa pace notiamo due fatti nella storia di Aquileia : il frequente soggiorno degli Imperatori e lo sviluppo della vita religiosa. (1) Può interessare, a testimonianza della cura con cui Giuliano cercò di promuovere i collegamenti fra la Pannonia e l’Italia nel 361/2p, la pietra migliare trovata a Nauporto e datata da quell’anno: IL. III, 11315 = MOllner, E/nona 247 = Arch. Tr. XXIX, 1903-6, 119. (2) XXII, 8, 49. (3) IL. V, 8659, 8987 (Concordia) attesta lavori di Giuliano alla via Annia; la sua presenza nel 362p ad Aquileia sarebbe attestata da Cod. Theod. 15, 1, 10; se non che il Mommsen (op. cit. p. CCXXXVII) dubita che nella datazione Aquileiae possa essere sostituito da Anliochiae, che è conforme al resto della tradizione. (4) Amm. Marc., XXIX, 6. — 76 —