LE VIE Quando invece si sentì il bisogno di divergere da Olemona a Concordia evitando Aquileia (1), o quando si cominciò ad orientare in età bizantina il traffico verso altre mete, allora la sorte di Aquileia fu ormai segnata e cominciò la fatale decadenza. La via Aquileia-Chiarisacco-Concordia chiamata da Tito Annio Lusco, uno dei triumviri della seconda colonia e console nel 153 av. Cristo, via Annia (2), moveva dai pressi di Santo Stefano ; percorreva quindi un tratto verso le Ravedole al Ponte Rosso, varcando il fiume un centinaio di metri a monte di esso, come apparve da tracce superstiti (3) ; di qui la via stessa o una sua diversione giungeva a Tombola presso Moruzzis e a San Martino di Terzo ; poi attraversava l’Alsa al così detto Ponte di Orlando per giungere a Chiarisacco (4) ; da Chiarisacco la via giungeva a S. Giorgio di Nogaro e a Casali Zellina (5), dove potrebbe essere stata la mutatio ad undecimum. segnata negli Itinerari ; di lì con diversioni più o meno interessanti ora per noi, la via Annia arrivava fino a Muzzana, a Latisanotta e in un punto più a settentrione di Concordia (6). Non tutti gli studiosi però sono ancora concordi circa il tracciato di tale via, perchè ad esempio il Pancini (7) ritiene che la vera via Annia fosse più a sud di quella che qui si è descritta, mentre sarebbe preoccupato della rete stradale della Venezia agli effetti delle rapide comunicazioni, lo attesta IL. V, 8987 (= 8658) di Concordia, in cui si vede che l’imperatore aveva ordinato al prefetto al pretorio d’Italia Claudio Mamertino di disporre per abbreviare le stazioni postali della Venezia ed Istria; tale lapide fu illustrata dall’ Henzen in Bull, dell’Istit. 1877, 107-8; cfr. Cantarelli, Diocesi Italiciana 117. (1) Cfr. cap. I p. 89. (2) Sulla via Annia vedasi Maffei, Ver. ili. II ; De Rubeis, cap. IV trad. Pancini, 35 e seg.; IL. V, 935 e seg.; Majonica, Aqu. zur Römerzeit 23 e seg.; AEM. VI, 1882, 88 e seg.; Gregorutti, Lapidi p. XII; Arch. Tr. X, 1884, 366; XII, 1886, 159; MCC. 1885, 116 e seg.; Majonica, Fundkarte, 51-2; Pancini in Pag. Friul. X, 1897, 193 e seg.; Miller, Itiner. Rom. 311 e seg.; Brusin, Guida 31-2. (3) Nella introduzione topografica ho accennato alle tombe allineate lungo questa parte di via antica. (4) IL. V, 7993 ; Pais 1061 ; cfr. IL. V, 7991 ; 7992 (= Dessau 5375). (5) AEM. VI, 1882, 190 = Pais 1062; tale l’opinione del Majonica; il Miller invece (Itin. Rom. 311) la porrebbe a Carlino. (6) Vedi le ipotesi del Bertolini in Boll, dell’ Istit. 1875, 119; Pancini, Ferrari e Canciani in Atti R. Dep. Stor. Patr. 1885; Gregorutti in Arch. Tr. XII, 1886, 159 e seg. (7) Pag. Friul. X, 1897, 189-95; tale via passerebbe per Marano ecc. — 251 —