— 73 — che l'originario luogo di prigionia di Baiamonte e di astello di Knin, dove anche Giorgio rimase fino alla sua ;hi ripensi alla commissione data al Premarino di condurre ebenico, non può non riuscire assai significativo questo trasfe-raditore di Venezia in un luogo più vicino al territorio veneziano, ¡zi dove i Dieci volevano che Baiamonte fosse consegnato « in torcia a, come abbiamo detto, le trattative tra i Dieci e il Nelepich non arono a nulla. E a Baiamonte, verso la metà di gennaio, fu dal duca *azo ridata la libertà a certi patti e condizioni ‘). Avuto sentore di questo fatto, il conte di Sebenico invia un messo a t ardona per attingere informazioni e, avutele, comunica la cosa ai Dieci. J Dieci non si accontentano della semplice notizia, ma « volentes scire veri- 1 rertitudinem dicti facti», riscrivono al conte, incaricandolo di fare te ricerca e di informarli subito quando, come e a che condizioni Baiainv.. fosse stato liberato. Questo i Dieci scrivevano il 5 febbraio 1325. 11 20 la risposta da Sebenico doveva essere già arrivata, e ricca di notizie e di consigli, se i ;|Dieci, lo stesso giorno, deliberano di eleggere subito un collegetto di tre ^membri, scelti tra gli stessi componenti il loro Consiglio, con la precisa ¿'".ommissione di trattare con ogni sollecitudine e attenzione la morte di Baia-ji^ionte che si trovava presso Nona: all’uopo danno loro libertà di avviare ‘.ttative con chi avessero meglio creduto e li autorizzano a spendere fino a 0.000 lire, purché il traditore fosse ucciso da persona che avesse con loro ìttato ; ma se avvenisse che Baiamonte fosse ucciso da persona estranea le trattative, l’uccisore non doveva avere che 2000 ducati, come altra Ita era stato stabilito *). | Anche questa volta però, gli sforzi dei Dieci non sortirono alcun effetto, iiamonte vagava libero per il territorio di Nona, era in continuo contatto j nobili di Zara e con alcuni fuorusciti di Venezia suoi aderenti, e Vinosamente lavorava a risollevare se e il suo protettore cosi duramente iti a Topolje. LJUBIC S. op■ cit.y voi. I, pag. 363, il quale però pubblica il documento attribuen-_ a torto il millesimo 1326, anziché il 1325. 2) Vedi in appendice il documento n.o 13.