— 200 — tutt’ ora, purtroppo, « lanciano » sul mercato librario. L’autore è un vecchio « uomo politico », ex-deputato austriaco, professore, prete, propagandista, agitatore. L’opera sua è « provocata » da La cultura letteraria di Trieste e dell"Istria (citata inesattamente!) di BACCIO ZlLlOTTO, che nel 1913 uscì a Trieste per i tipi di Ettore Vram. Allo studio serio, coscienzioso ed erudito dello Ziliotto lo Spincic contrappone un lavoro meschino, dedotto inorganicamente da elementi raccogliticci e trattato con indiscreta leggerezza. Di fronte al metodo scientifico ed al modo sereno ed equilibrato, con cui lo Ziliotto esamina ed espone i fatti, lo SpinCic adotta la maniera rude del polemista giornalistico e predilige spesso il tono aggressivo. Al vago e prudente accenno, che nella ricapitolazione dell’opera sua fa lo Ziliotto degli Slavi, del resto completamente, anzi « logicamente » ignorati, cioè trascurati, nel corso dell’ opera, lo Spincic risponde con una filza di contumelie e di invettive all’indirizzo dell’Italia e del fascismo e usa espressioni così banali e volgari, che male s’addirebbero ad un qualunque pennaiuolo. Tutte le caratteristiche della cultura istriana nei suoi primi secoli dell’era volgare e l’andamento suo nei secoli posteriori; il formarsi delle scuole ecclesiastiche prima, laiche poi, e l’organamento e la vita loro; il diffondersi delle leggende carolingie e brettoni assieme ad altre leggende, a laudi e misteri ; il culto della poesia italiana, già manifesto nel trecento e vigoroso nel quattrocento; l’ardore del primo movimento umanistico e la tenacia del suo durare; il fiorire delle Accademie in Istria ed il tributo di Maestri istriani alle Università d’Italia: tutto un complesso di fattori, di periodi e di monumenti comprovanti e formanti l’italianità della cultura dell’Istria fino al tardo cinquecento1): allo Spincic sembra un’inezia da poter bagatellizzare e storpiare sino alle assurde affermazioni che... a Trieste e nell’ Istria non esiste una letteratura italiana fino alla fine del cinquecento..., che la cultura letteraria croata dell’Istria è più vecchia e più robusta dell’italiana... e che l’Istria per la sua letteratura è una terra preponderantemente croata, jugoslava, slava... (pagg. 3, 4). Per sostenere le proprie tesi lo Spincic non s’industria a confutare nè tenta di demolire l’opera dello Ziliotto con argomentazioni *) Ci arrestiamo a questo periodo, anzi che accennare ulteriormente l'inconfutabile e indelebile evoluzione della cultura italiana in Istria sino al giorno d’oggi, perchè l’opera dello Ziliotto, da cui muove quella dello Spincic con arrischiate conclusioni, arriva all’ umanesimo. Perciò non ricordiamo Francesco Patrizio, Girolamo Muzio, Marco Petronio Caldana e via via sino allo Slataper, allo Stuparich, ecc., illustrati dallo Ziliotto nella sua seconda Storia letteraria di Trieste e del-l’Istria, Trieste, 1924.