253 iroxxxm, ritornala dilla galla ; cl qu il Doria ne manda una allra per veder di poler portarli. Di Zenoa è sviso l’armata francese esser passata, ma di questo li cesarei non hanno nulla. Li messi di mercanti di Milan con alcuni zenlilhomeni è venuti a me dolendosi al maislro di corieri in Veuetia è sta devedà non alozi corieri ; saria gran danno loro. È comparsi in questi zorni molti banditi che abitano ne li boschi, mia 6 attorno questa città, che sono mia 30 longi, et vanno verso Novara et Como, et sono molli farsi da 50 a cavallo et 30 a piedi con archibusi et vanno scorendo per li territori facendo dii mal assai. È sta dito al principe et senato, i quali Tarano provision eie. Di Sibinico di sier Zuan Alvise Venier conte e capitnnio, di.....ricevute a dì ... Zugno............... 9 Di Franz«, di sier Marin Justinian ora-tor, da Moline/), di 16 Ma za, ricevute a dì 5 Zugno, la matinn. Scrive come a di 13 il re Christianissimo free la inlrala in questn città con li figlioli et serenissima regina, incontrata da tutta la terra con quelli mazor honori che li fu possibile, et de more fu aprensentalo di un moliti d’argento da questa Comunità, si dice di valuta scudi 1000; quali presenti Soa Maestà dona a soi servitori. Sono lettere di Roma al re e altri, di 5, come il Pontefice Itavia comunicato l’aboc'camcnto a Nza con questa Maestà nel concistoro alli reverendissimi cardinali ; el questa mattina lo illustrissimo gran maislro per doi mi mandò a dir mi haveva da parlar, e cussi andai poi disnar. Mi disse di ordine del re dapoi haver latto una longa conmnicalion con Poralor cesareo, dicendomi quando vi parlai ultimate non vi potei dir cosa alcuna di queste viste, perché non haveamo cossa ferma, bora l’abbiamo cussi certa che non si poi dubitar, che ’I Papa venirà a Niza in Provenza, el per nome dii re vi ho da dirlo, et Soa Maestà vi parlerà. E cussi mi menò dal re, qual dapoi un lungo parlar fece prima con l’orator cesareo, poi mi disse : Oralor, è parso a Nostro Santo Pare di voler venir a Niza in Provenza per vedermi e parlarmi, dove etiam io mi conferirò, el sarà zerca alla milà di luio. Dove non haven lo fin ora potuto far altro zerca le cose chrisliane, Imtlaremo di questo concilio e di le cose pertinenti al!a fede e altre cose attinente a tutta la Christianità, né si Iral-larà cosa che non sia a beneficio comune. E parti-cularmente vi dico che voio lo scriviate a quella Illustrissima Signoria per mio nome, che dove sarò giugno. 254 10 la pensa aver non solamente il più affieionalo principe, ma il più desideroso homo del mondo dii beneficio e onor di quella Signoria, perchè non soìum io la amo naturalmente, ma li son obligatis-simo e tenuto, oltre molte altre cause, perché la non abbia voluto mirar in questa liga ultima de Italia con Cesare. Et questo io l’ho saputo che principalmente per causa mia questa Illustrissima Signoria non ha voluto intrar, però dove sarò io reputi esser uno cosi parlial di quel stato, come se fu>se in mio Iodio uno di quelli senatori di quella Signoria. Et voi che sarete lì e sarà etiam l’altro orator è apresso il Pontefice lo vederele e cognoscerete. El se ben io credo che la Santità del Pontefice non sia per parlar di le cose di quella Signoria, tamen quando parlasse, sapiale che parlerà con uno aftl-cionalissitno di quel Stalo, el ogni giorno voi sarde appresso di me e vi comunicherò lutto quello ac-caderà. Sichè scrive per mio nome lutto questo a quella Signoria. Di le qual oblation cl comunicatici! mollo ringratiai Soa Maestà, dicendo la Illustrissima Signoria non havea rnenor confidcnlia in quella che di ogni altro principe del mondo, né mai mancherà con suo honor a farli cosa graia. Poi disse, dimandalo da me, il Pontefice venirà per mar, bavera le sue tre galle di Antonio Doria el le tre nove l’ha fallo far, cl i|udle di la Religion che saranno numero IO, io li manderò galle 22, fuslc (ì di banchi 18, breganlini 3, gaiioni 8, che è zerca 40 legni, el con li IO ilei Pontefice saranno 50 vele, aciò vengi sicuro. Di Andrea Doria non voglio me fazi reverso, e sopra legalievi inetto 100 archibusiori, 40 arzicri, 20 homeni d’arme per galia el andarano le compagnie del gran maislro e del duca di Albania cl dii conte di Tenda. E capitario di tutta l’armata sarà il duca di Albania el il gran maislro andarà avanti di me, credo partirà da Lion por metter ordine a Niza el parlerà con il vescovo di Faenza, qual verà per nome di la Santità del Pontefice. Etiam venirà il duca di Norfolch principal perso-nazo di Anglia per nome di quel re, e il duca di Savoia darà Niza cl la foriera in man del Pontefice, qual la consegnerà a me per mia cauzion e li prometto restituirla dapoi le viste, e non parlar di le dcferenlic ho con esso duca se non mexi do dapoi che l’avrà consegnala. El è slà manda a Niza lutti 11 apparameli necessari per il Pontefice. Dimandai a Soa Maestà dii slato di Monferà per la morte di quel marchese, et il marchese di Saluzo ha tolto Alba e altri loci di quel slato. Soa Maestà rispose el pretende aver alione in quel stato per esser di