071 qual armata partiria di Marseia a li 24, saria galle 18 et 5 li andava driedo, armada di bona zurma et scapoli valenti con archibusieri, zentilomeni et ho-meni d’ arme suso dell’ illustrissimo Gran maestro, del duca di Albania e del conte di Tenda, et 4 nave sopra la qual veniria la duchesina ; et lo abocca-mento col Pontefice che si doveva far a Nizza, perchè il duca di Savoia non voi dar la fortezza in man del Papa, ma lenirla lui, et non è ragionevole, si convenire andar altrove, e tanto più quanto il Pontefice mi ha fatto intender voler venir dove io vorò, et ponendosi sopra la mia armata che è una gran città di legname, potrà venir a Marseia loco mio, dove li potrò far onor. Poi mirò a parlar di Coron et dii Doria, dicendo, se non sarà venute le 00 galle doveria uscir dii Slrelo, il Doria combatterà con l’armata lurchesca, et essendo ussite tornerà indriedo. Et disse, quando ben fusse soccorso Coron uno altro anno, il Turco faria un gran forzo et meleria in pericolo la cristianità. Et come l’havea auto aviso di Roma che Imbraim bassà si havia dolesto di la Signoria che dava soccorso a corsari contro il Turco. Et lui oralor disse, questo non era, per-certo, vero, imo la Signoria li perseguitava per tutto. Disse il re, chiama corsari il Doria; e a questo lui orator disse non si poi doler che la Signoria li dagi aiuto, ma desidera star in pace con tulli. Del ditto di 23, tenute fin 25, ricevute ut supra, date a Monpeìier. Vene qui il duca di Norfolch per luor licentia dal re christianissimo per tornar in Anglia di ordine dii suo re, mena con se il duca di Richimont, fiol naturale di quel re, solo specie di andar a consumar il matrimonio, con una soa fiola. Resterà qui monsignor di Valoe era prima, et monsignor di Brian fino si compì lo aboecamcn-lo, poi andarà in Anglia. Ilo visitato tulli do essi duchi et usato insieme bona verba. Et hanno ditto il re christianissimo persevera in voler dar ogni favor al matrimonio del suo re noviter fatto. Monsignor di Prato F altro zorno fo qui, va in Fiandra per condur la duchessa a Milan ; visitò la serenissima regina. Li disse, il re haver grande alteration contra dillo duca per la morte del Maraveia, et voi la reparalion de la iniuria over far gaiarda-mente vendeta di quella, qual sia a veduta de li principi cristiani, ma il repubblice parla altamente che voi vendicarsi, et come mi ha ditto il conte Claudio Rangon, fratello del conte Guido, et missier Marco Antonio da Cusan gentilomo intimo di camera di Soa Maestà, qual affirma haver mandato uno araldo a Milan con le insegne scoperte, qual 072 però fo intertenuto alcuni zorni dal Gran maislro. Questa Maestà partirà diman de qui per esserli morti do over tre di la corte di peste, nè altra pro-vision ha falla, se non si ha mutato di caxa. Passò de qui za 10 zorni el signor Alvise da Gonzaga, va da Cesare per le cose dii stalo di Mouferà. Mi ha dillo che ’I desidera un i fiala servir la illustrissima Signoria nostra. Mando a piedi per uno mio queste lettere in zorni 9 : li ho dato scudi 9, al tornar si dagi tre. Dii ditto, da Lunel, a dì 25, ricevute ut supra. Manda una letera di Marseia, di uno homo dii reverendissimo Pisani, nominalo missier Zuan Gasparo Ariino, qual andò col Gran maislro. Scrive di 22, da Marseia, lì esser grandissimi caldi ; et l’armata dii re Christianissimo galìe 22 esser in ordine de la più bella gente che mai vedesse. Ilozi è ussite de porlo sei, diman le altre ussirano, per tutto luni l’armala partirà per andar verso Roma ; haverà suso 2000 fanti, bella fanlaria, la qual luta se paga. Va el duca de Albania, el conte di Tenda et li genlilomeni dii Gran Maislro, rilien solo do con lui. Qui se prepara rassetar la cilàper la venula dii Papa, lapiaza per Sua Santità con galarie atomo, et per li cardinali in le meglior slanzie che sia. Questi signori hanno mandalo tulli li soi cavali a le vile per esser grandissima carestia. Idio se conducili el Papa presto el fazi bene. Di Trento, di sier Zuan Dolfin podestà di Verona, di 4 Septembrio, hore 23, ricevute a dì 6. Come havia visitato el iudiee regio in l’abita-zion del eapitanio Castelallo el li commessari regi, bona verba hinc inde dieta. El superarbitro mi ha parlato se restringerano sopra li capi et le proposition per mie richiesle e la rocca di Tolmin, 4 ville sotto Gradisca, 4 dii capitolo de Aquileia vicine a Gradisca, et do castelli in Risina, San Ser volo et Caslelnovo ; hauto lo assenso dii Cardinal Grimani si opererà. Di sier Vicenzo Zantani eapitanio dii Golfo, da Zara, di 2 Septembrio, ricevute a dì 6. Scrive, zerca el suo interzar, longamenle ; mandato a luor homeni a Sibinico, sier Ilellor Conlarini ha solum 130 homeni, et su questo scrive longo. Ha ricevuto le letere di accompagnar le galìe de viazi ; se duol non è interzado, pur vederà. Ha mandà la ditta galìa Contarina a Boca de Cataro a aspetar le galìe de viazi. Da Milan, dii Basadona orator nostro, di 3, ricevute a a dì 7. Come erano lettere dii signor Antonio da Leva confirmava el passar a dì MDXXXIII, SETTEMBRE.