PARTE SECONDA 77 Vedendo Pimperadore la mia innocenza e considerando il torto fattomi, proibì Pulterior giudizio. Ma, già partiti gli uffi-ziali delPesercito per dar principio alla campagna del 1687, io non solamente per Podio del presidente di guerra restai senza l’ordine di marciare, ma anche mi si trattenevano le paghe. Onde sua maestà cesarea, per usarmi giustizia nell’uno e nell’altro, mi fece dar brevi manu le paghe medesime dal conte Rabatta, commessario generale, e di proprio pugno mi fece l’ordine diretto al duca di Lorena, acciocché in quella campagna sotto di lui servissi. Perciò sulle poste mi portai subito al campo delPesercito che stava nell’asciutta palude di Oéssek, dove col dovuto rispetto presentai l’ordine cesareo a sua altezza ; la quale mi disse con un sorriso: « Ella ha questa volta uu gran presidente di guerra ed un buon segretario che comanda e scrive il suo ordine per la corrente campagna. Qui siamo e vorressimo passare il Dravo, ma vedo bene che in questa vicinanza d’Oessek non farassi cosa alcuna ; contuttociò vada ella a riconoscere que’ lavori eh’ ho fatto cominciare in faccia del medesimo Oessek e mi dica il suo parere ». Per l’impazienza eh’ avevo d’ obbedire a questi ordini, non volli aspettar la scurità della notte; ma tra un indicevole fuoco, che i turchi faceano sopra d’ Oessek, mi arrischiai. Procurai però di coprirmi dal fuoco medesimo, fra la nuova diga ch’erasi da’ turchi cominciata nella caduta primavera per un equivalente dell’abbracciato gran ponte di legno. Mi affatigavo di mostrare a sua altezza la impossibilità di quel passaggio, quando mi avvidi che tutto quel ch’erasi da lui fatto sinallora, altro non era stato che un inganno, per tirare colà le forze de’ turchi; giacché all’improvviso, levato il campo, si portò alla dirittura di Ciclos, accostandosi alla sponda del Dravo, per quanto quelle paludi permessero. Le quali all’ultimo attraversate con una quantità di ponti, si guadagnò il vivo del-l’acque del fiume, in cui essendo giunte dalle parti superiori della Stiria più navi, fra la scurità della notte, si attraversò il fiume con più truppe e guastadori. Ed in esso fui comandato a fare innalzar, fuora d’una gran selva, una trincea, che coprì il ponte