140 AUTOBIOGRAFIA DI L. F. MARSIGLI essendo già partito verso l’esercito il principe Luigi ed essendo io restato alquanti giorni per aver le mie spedizioni, sul punto poi della mia partenza, in cui da sua maestà cesarea mi congedai, non solamente rimostrò la medesima di ben conoscere i pericoli ne’ quali per suo servigio m’esponevo, ma anche mi comandò espressamente ch’avessi in suo nome ordinato al predetto principe di Baden di tentare in ogni modo una sanguinosa battaglia, per dar vigore alli trattati della pace, e che avessi assicurato gli ambasciadori d’Inghilterra e di Olanda di questa sua risoluta volontà. Presa la posta di ritorno, mi resi all’esercito cesareo che stava a Valcovar; dove il principe Luigi tre giorni mi trattenne per conferir meco quello che importava così vasto trattato, per il di cui vantaggio m'assicurò che i comandamenti di sua maestà cesarea, da me ratificatili, sarebbono stati con ogni caldezza eseguiti. In una saica poi d’ungari ben armati, mi posi sul Danubio per Belgrado. Giunto a Slankamen, feci avvisare a que’ legni turcheschi, ch’ivi stavano di guardia, ch’io ero quello che settimane prima ero stato spedito a Vienna, e che desideravo di ripassare al gran vesiro. Ciò inteso, distaccossi subito una galeotta e, venendomi con ogni civiltà ad accogliermi, sino a Belgrado convogliommi ; ed ivi entrar dovetti nel Savo, perchè l’esercito ottomano stava sulla ripa del fiume medesimo. E data indi parte al gran vesiro del mio ritorno, mandò per più officiali a levarmi e condurmi ad un padiglione del tefterdar, ossia tesoriere, apparecchiato; e poco dopo, per darmi forse spavento ed apprensione, strascinarono li turchi avanti la detta mia tenda li cadaveri di molti aiduchi, alli quali avea fatto il gran vesiro troncar la testa. Ivi mi riposai ed ebbi trattamento di cibi e bevande tur-chesche; e d’alcun negozio non si parlò insino al giorno vegnente, in cui dal gran vesiro fui chiamato nel suo gabinetto, ricamato tutto d’oro. Ed all’uso turco egli sedendovi, subito che mi vide, fece lieto sembiante e mi domandò della mia salute e delle fatighe sostenute nel viaggio. Indi m'interrogò qual risposta portavo da Vienna. Ma perchè interpretava questo