64 AUTOBIOGRAFIA DI h. V. MARSIGLI informazione che non fosse munizione da bocca, se non per otto mesi. Impiegò la maestà sua ogni attenzione a questo ragguaglio e mi rispose che, se i turchi avessero posto in esecuzione questo consiglio, si sarebbe tutta l’Ungaria perduta. La imperadrice Eleonora non solamente mi graziò di più udienze, ma anche mi volle appresso la sua tavola e m’interrogò dello stato della mia già miserabile schiavitudine. Il marchese di Baden, ch’era tuttavia presidente di guerra, eccedette nella consolazione di vedermi libero e continuamente mi volle seco, tanto per aver relazione dell’assedio di Vienna, quanto per discorrere meco dello stato in cui avevo trovato Buda, che allora s’investiva dal duca di Lorena per assediarla, come fece. Li progettai quell’attacco, che fu uno delli due praticati e che fu condotto dal conte di Stahremberg, sopranten-dente dell’artiglieria. Indi mi sollecitò alla partenza verso l’esercito, non men di quello che fece l’imperadore ; e desiderando io di esser rimesso alla mia compagnia del reggimento di Tipental, disse il principe Luigi che tal reggimento era in quartiere e l’esercito in campagna, e che forse colla supposizione della mia morte era stata conferita ad altri la carica; ma che ciò nonostante mi fussi portato all’ assedio, perchè o campagna o altro non mi sarebbe mancato. Immantinente obbedii e, preparatomi quel bagaglio che mi permise l’angustia del tempo, mi resi per via del Danubio al campo, già vittorioso di nuovo, per aver guadagnata una battaglia presso il villaggio d’Erzin, con la rotta dell’esercito ottomano. Mi portai sotto le tende del duca di Lorena, che molto amorevolmente mi accolse e rallegrossi meco della mia libertà; ed essendo appunto il tempo di andare alle trincee per ordinare il travaglio ch’era da farsi nella notte seguente, seco mi condusse e, giuntovi, mi presentò al maresciallo, conte di Stahremberg, con dirgli : « Ecco l’uomo libero : è già venuto ». M’interrogò dopo il duca medesimo sopra più informazioni, che gli avevo date da Venezia, di Buda; ma io con la dovuta modestia mi sottrassi dal soddisfarlo, dicendoli (mentre quell’attacco era del suddetto maresciallo, conte di Stahremberg)