l’ARTF. TERSA 149 partito volevo prendere: o andar avanti, o ritornare. E risposi ch’era la mia intenzione d'andare insino a Nissa ed ivi più opportunamente regolarmi. Lo pregai poi a ricapitarmi una lettera agli ambaseiadori in Adrianopoli, alli quali, non men quella nostra vittoria avvisavo, che la mia risoluzione di portarmi insino a Nissa. Egli la prese con ogni cortesia e, conge-dandomisi, partì verso il sultano; ed lo verso Nissa. Arrivato al fin della pianura di Sofia e volendo cominciare ad entrar fra i monti che mi conducevano a Pirot, incontrai una infinità di famiglie che, con i carri pieni di mobili, già fuggivano dalla Servia, per causa della gran moltitudine degli aiduchi, li quali s’erano buttati ne’ monti e ne’ boschi della medesima. Vedendo questo spettacolo e parlandone con più savi turchi, presi risoluzione di metter piede a terra sotto un albero e consigliar col mio chiaus quello che dovevamo fare, non mono per sicurezza delle nostre vite che per il buon successo de* negoziati. Così riflettendo che già nell’ottomano esercito non era più vesiro e che il nuovo dovea farsi in Adrianopoli, e che il trattatosi insino a quel tempo era tutto sconvolto, proposi di ritornar indietro; come per la stessa strada tenuta feci precipitosamente. E smontato