PAUTE QUARTA 205 avesse saputo bastantemente formare un preliminare. Il credito, che tenevo appresso di lui, l’affetto che mi portava, mi sostennero tanto, che a poco a poco l’andavo guadagnando, perchè si acquietasse del fatto e pensasse all’avvenire; giacché era in pericolo che li polacchi non facessero la pace a parte, giacché con Kaminiz erano contenti, che anche sarebbe seguito lo stesso con li moscoviti, che tutti gli stati ereditari di sua maestà cesarea desideravano questo fine di pace e che il padrone istesso in tal forma n’era contento, perchè mi aveva approvato tutto e commesso solo di persuaderlo a concorrerli di buona voglia. Li mostrai la probabilità della prossima morte del re di Spagna, che in tal caso voleva questa precedente pace. Mi rispose: « Dunque sua maestà cesarea è contenta? » — Risposi di sì: « e tanto, che mi ha incaricato di acquietare e persuadere vostra eccellenza a terminarla con buon animo, e non più apponer-sigli, ed agire con li veneti in modo che possino essere contenti ». « La pace e la guerra, conte Marsigli, è del padrone. Vuole quella? Subito l’avremo, anche a finirla in tre sessioni qui da me. Per l’ambasciadore di Venezia lei pensi a raccordarmi cosa possibile; io gli anderò, dippoi ohe lei li sarà stato. Per Spagna poi, lasciamola stare, perchè di quella non avremo che piacerà all’Inghilterra, Olanda e Francia, che sarà la ru-vina degli stati ereditari e della nostra moderna conquista d’Ungaria, alla quale non attenderemo per pensare al remoto e perderemo da tutte le parti senza più risorta: lei se lo ricordi. Consentiamo dunque con questa pace ». Fui in più conferenze con l’ambasciadore di Venezia, Francesco Loredani. Esaminato meco una scrittura che si troverà negli atti, tanto a riguardo dell’Afltorno, che Leo.... e I’revesa, che fu da me fatta e data al conte Kinski, che la lesse a sua maestà cesarea, che approvò tutti li motivi in essa, perchè su quella pianta parlasse lui ed io con l’ambasciadore, e di riguardi di non dare gelosia al Rozzini, ambasciadore a Carlo-viz: tutto sentiva e si doleva e niente determinava, pregando solo di sospendere la mia spedizione, per attendere li di lui . corrieri di Venezia.