659 MDXXXiit, siili de roboni de veludo fo irali di raso et dama-• sco. Poi seguì li doclori di la università, li laici vestiti di raso creinexin con veste che haveano forma di manti et capuzi, oltra li frali leclori, quali vernano con li sui solili habiti con barete da prete che in zima havean un fioco grande di seda di diversi colori, il capo di quali fece una oratione al re Chrislianissimo et regina a li soi zorni. Seguì poi tulli li nodari et avocati, zerca 60, vestili de panno. Da poi seguiva el parlamento che sono numero 40, videlicet 4 presidenti, che stanno in vita presidenti, et 36 consieri, etiam in vita, vestiti de manti de scarlato con grandi ca-puzi de scarlato fodrati de armellini, li presidenti veramente haveano de più una bareta fata in laier alta con una foza de taier de armelini, exeeplo che’l principale presidente haveva una simel barda con una tassa d’oro in loco de quella de armelini, el qual etiam hebbe le due oratione al re et regina separatamente a li sui giorni in genere demonslralivo, recitale parte in francese el parie in Ialino. Li quali erano precessi da dui sui cavalieri vestili de veludo negro et quatro ministri vestiti de paonazo. Seguì da poi tulio il clero di preti et frati, da poi lutti li genlilomeni de la corte in numero grandissimo, poi li signori che non erano dìi sangue regio, poi 20 episcopi in rocheto, da poi li oratori con uno genlilomo di existimatione per uno, da poi seguiva Ire reverendissimi cardinali, videlicet reverendissimo legato, reverendissimo di Orliens et reverendissimo de Lorena, da poi la guardia de li arzieri, che soleno esser 400, poi lo illustrissimo Gran maislro che precedeva immediate la Maestà dii re che havea 4 scudieri a piedi, homeni de exislimation, sotto el baldachino portato da li dolori de la università. Seguiva poi el serenissimo delphino, in . mezzo de li illustrissimi fratelli duca de Orliens et Augulem, quali aveano da li ladi monsignor di Vandomo el monsignor di S. Polo di sangue regio, quali tutti, re et figlioli, erano stipali et cir-cumdati dalla sua guardia de scocesi et arcieri sopradilti. Questo fo l’ordine di la entrala dii re qui in Tolosa, a la quale fo simile quella intrata di la Christianissima regina, excello che li erano di più gran numero de damiselle di la corte, parte a cavallo et parte in caretta, honorevole et richis-simamenle vestile, cortegiale da li genlilomeni et signori suo servitori. Introno con una schiopela-ria de grandissima quantità de archibusi el con bon numero de arlellaria che Irazevano. La porta SETTEMBRE. 660 principal de la Ierra, et cussi li fronti de le strade, el ogni altro luoco vacuo che era contermine a la strada, erano ornati de soleri et tapezarie con donzelle ben vestile che baiavano et cantavano, et fontane di aqua et vino. Questo è quanto si ha poluto particularmente haver de un tumulto cosi grande. Copia di la lettera scritta per il re Christia- 215* nissimo al signor duca de Milan. Mon cusin. Io ho inteso come li dì passali, conira tulle le antique forme di ragion et honorabil costume de li tempi passali el di quello sì è obsérvalo fra li principi, voi havele fatto laiar la testa al scudier Maraveglia, mio ambasador residente presso la persona vostra, cosa che tanto et si gravemente ne è dispiaciuta et dispiace per il grande oltraggio et iniuria che nel far questo mi havele fatto, che non è possibile di più, per che io sono deliberalo perpelualmenle di resentirmene fino a lauto che me sia fatto tal riparo qual si aparliene. Io I’havea inviato presso di voi come quello che fina qui era sialo conosciuto et provato da mi cun condurse sì honestamente ne le sue actione et portamenti che difícil è a persuadermi che egli havesse mai voluto far cosa che merita tal suplicio, et ancora che così fusse che 1’ havesse eomesso che lo meritasse, però havele ad intendere che non dovevate scordarvi, a così gran cosa come a procedere et far fare una tale execulione senza preambolo de advertirmene et mandarmi el suo processo per intender sopra questo la mia risposta, la qual saria stata cosi iusta et ragionevole che haresli hauto causa di conlentarve, ne la qua! saria stata la vera et ragionevole via che in tulli li tempi antiqui è stata seguitata in tal materia. Et perchè di la pena che lui ha portala la principal iniuria se diria è stata fata a me, la qual per cosa del mondo ho deliberato de non tollerare, Jo vi aviso che è necessario che voi metiati per debito vostro di repararli tanto et tanto oltra che io sia satisiato tanto quanto la ragion ricerca, et mancando a questo 10 vi significo che per luti li mezi el manco per 11 quali io potrò advisare io procederò contra di voi, et con l’aiuto de Dio io farò conoscere che indiscretissimamente et maliciosamente, senza ha-vervene dato causa, me havete fato iniuria troppo grande, di la quale io mi condoglio, et ne ho scrilo a tulli li principi christiani, mei amici, col-