202 AUTOBIOGRAFIA DI L. F. MARSIGLI parla nè sollecita, tanto appresso di vostra maestà cesarea che di me, per una cosa che avrebbe dritto di domandarla; giacché nell’anno 1691 gli fu questo istesso negozio concreditato, e che era solo, ed a riguardo di sua maestà cesarea, degli alleati, e fra tanti pericoli, come quasi ne lasciò la vita, e che veruno de’ pretendenti d’ ora certo se gli sarebbe azzardato. Inoltre tutto che si è fatto sino ad ora, vostra maestà cesarea sa che è stato secondo li di lui raccordi, e siccome noi del ministerio, informati da tanti anni della materia, non abbiamo potuto fare per le medeme istruzioni senza di lui, che sarà dunque di uno di gente nuova, che non sa altro, sino ad ora, che vi è.... e che si deve fare la pace? Li turchi manderanno uomini esperti. E li dico che, se Marsigli non va, che non è possibile che niuno, eziandio del vecchio ministerio, possa in ciò riuscire con utile di vostra maestà. Il mio pensiero era che li turchi ne avessero mandati tre, ed allora costituirlo per il terzo ambasciadore; ma come che ne mandano due soli, vostra maestà ne dovrà mandare numero eguale. E risoluta di consolare il conte d’Etin-gen, presidente del consiglio aulico, perchè anche poi vada alla ratificazione a Costantinopoli, e che vi sia un generale militare, e per contentare li lamenti di tutti contro di un forestiero, dovrà essere o il conte Guido di Storemberg, o il conte Slik. Il primo e Marsigli non si comporteranno mai, mai; e senza di questo, se pure gli vorrà andare senza carattere d’ambasciadore, non si può fare il trattato; e forse il conte Slik sarebbe più il caso ». L’imperadore, benché a quest’ultimo poco inclinato, ad ogni modo, come congiunto del conte Kinski, gli consentì, con la condizione che si trovasse modo che il di lui servizio fosse promosso con l’effettiva andata della mia persona al congresso. Il conte Kinski, molto agitato per la mia persona e servizio del padrone, non volse mai farmi quella proposizione, che stimò colpo più sicuro intendessi dalla pubblica dichiarazione di sua maestà cesarea, che fu: che li conti, di Esing, presidente del consiglio aulico, e Slik, generale di battaglia, fossero ambasciadori plenipotenziari ed il colonnello conte Marsigli consigliere assistente in tutto a questo trattato. E senza un mo mento di tempo a me, prima che agli ambasciadori, fu spe-