56 gati, e certo rimarrà a lungo nella memoria quel toccante : non può rapirmi L’ immagin sua : tanto ne fu eloquente, passionata la nota I I giornali sogliono spesso esagerare così nel biasimo come nella lode : chi vide la Ta-gliana nella Traviata e in quest’ opera stessa a Milano, ed ora la sente a Venezia, ben farà fede che non tessiam fregi al vero ; il pittore non donò nulla all’ immagine. Un altro vanto di lei è il buon gusto, il talento dell’ acconciarsi. Mai non si diede più elegante e galante forosetta : Watteau avrebbe potuto imparare da lei. Se tale veramente era Amina, Elvino aveva ragione d’ essere geloso fin del zeffi/ro errante e del sole. Questo Elvino felice, che la stringe fra le sue braccia, è il Zennari. Tutti e due assai si convengono, stanno benissimo insieme, e perfettamente s’ uniscono ne’ duetti. Il Zennari canta anch’ esso con anima, con passione, fin con soverchia passione, onde talora dà in grida e si sfiata. Così, nella cabaletta dell’ aria, là dove tocca del suo dolor, per dar troppo fiato alla voce ne mangia mezza parola. In vero ei, fa duolo : è caso di rompersi il petto. D’ altra