16& potere i primi attori, e contribuiscono al buono effetto de’ pezzi concertati, fra’ quali piace ogni sera più l’immaginoso coro di sicarii, e il gran finale del second’ atto. L’ aria, invece, del tenore, quella storica cabaletta in ispecie, cantata a coro, e che altre volte destava sì. gran rumore, passa ora nella generai noncuranza. Diversità di tempi ! Reca, per lo contrario, ogni sera eguale e sonora meraviglia 1’ esemplare parsimonia, con cui 1’ opera è posta in iscena ; particolarmente il modesto accompagnamento di quel povero Re Duucano, che va incontro alla morte inopinata, quand’ egli porta un sì grande amore alla sua corona, e al suo manto, che non se ne spoglia nemmeno in viaggio, e arriva di notte, in un castello privato, vestito di tutta la pompa della sua reale maestà. Umana debolezza del Re, e più del sartore !