148 rebbe degna di commento e di lode. Solo la Feltri-Spalla ha forse qualche difetto di forza nelle corde di mezzo, e per questo appunto cadde quel famoso restarmi io deggio Eternamente qui, eh’ altre volte empieva e commoveva il teatro, ed ora passò inosservato, quantunque ella appoggiasse quel qui tremendo con 1’ accento ed il gesto più espressivo ; poiché eli’ ha pur questo vanto d’ accompagnare il pensiero coll’ atto più conveniente ed efficace, e di disegnarsi assai ben sulla scena. Ohi ravviserebbe nella dolente e appassionata Giulietta, il vispo e giocondo paggio del Ballo in maschera ? La Guillemin ne assunse con grande intelligenza il personaggio, e ci si trasfigurò per guisa, che non si direbbe più la stessa persona, se non ne rimanessero a palesarla le grazie medesime. Così fattamente si può comprender Giulietta. La stessa sua voce, o che ci parve, guadagnò nel metallo, e non suona più così stridula come prima : miracolo dello studio e del-1’ arte. Ella canta con garbo, con maestria, con tutta la passione, che domanda la parte. Eleganti, della più buona scuola, sono le sue