402 grande di non piacerle, manda a male le nozze e la festa apparecchiata a celebrarne gli sponsali, svelando il secreto dell’amor suo. Di che il padre e lo sposo promesso entrano in tanto furore, che il sig. Ernesto, persona a quel che pare più manesca che ben creata, non si riguarda di metter le mani addosso al preferito garzone,, scacciandolo, come scomunicato, di casa. In tal tafferuglio, la fanciulla, a ragion spaventata, fugge e cerca, ricovero contro la collera paterna nel tugurio d’u» povero pastore a’servigii della sua famiglia, ponendosi alla suora di carità; mentre l’affronto ricevuto in casa il conte, e più la creduta morte della donzella, levan di mente il misero artista, il quale, per più raffinamento di dolore, trova il tormento colà medesimo, donde dovrebbe venirgli nella disgrazia il conforto ; poiché la travolta immaginaaione gli fa credere appunto ch’entro al suo strumento s’accolga un demone inimico, eh’ abbia preso il governo della sua vita. L’amorosa suora di carità, errando di capanna hi capanna per recarci il tesoro de’ pietosi suoi ufficii, giugne a caso nel romito asilo dell’infelice, il riconosce, e con quelle tenere e pazienti aure che amore le detta, or secondando con