2&4 Della Hiiloria di Corfù. dentro la Città, più magnifico, abbellito di marmi, econ addobbi, non punto ordinari;, eiTendo per altro ftraordi-naria la diuotione,per la quale fi rende il luogo più riguar-deuole fra tutte le Chiefe, così de’ Latini, come de’ Greci. Ma non conuienedi vno, ch’è Protettore di Corfù, ridire la traslatione, fenza toccare la vita; che benche fora-ftier’ egli fia, pe’l lungo albergo, e per glimiracoli, fi delie ftimar cittadino. Nacque Spiridione in Cipri, e nel Regno di Venere, fino da’ teneri anni fu tutto amore veriò di Dio ; e à onta di quella fallace Dea, che forfè dall*acque, e portò fuoco, egli fpuntò dal fuoco dello Spirito Santo, e in acqua di gratiefidiffufe. Il fuo efèrcitio era il pafeere, e guidar pecorelle, dalle quali apprefè la manfuetudine, e,fecondo il detto della fcrittura, camminando dietro Torme dello greggi, puote arriuare all’Empireo. Premea il latte con le mani, ed era nell’animo tutto candore ; onde non fia marauiglia, che ièmpre fufle vicino al fole della "ratia,fo lattei fèntieri del continuo tracciaua. La fama di fua bontà, approuatada’ miracoli, no’llaiciò lungo tempo migli armenti, da’ quali fece paifaggio alla cura dell’ouilo di Crifto, fatto per gli meriti fuoi Arciuefcouo di Tre-minto, a’ tempi, che l’imperio gouernaua il gran Coftan-tino. La ficcità, la fame, e la pefte, dalle fue orationi fugate da Cipri, diedero à intendere, che diuenuto Paftore, più nobile, lupi più voraci, fapea cacciare. Auuenno? che vn ricco opprimea vn pouero debitore,il quale ricor-fo al Santo, hebbe da lui vn ferpe,che fi cangiò in oro,ba-fieuole à fodisfare Tauaritia di quello, che co’l tempo, iru vece dell’oro trouò ne’ fuoi fcrigni chiufovnfèrpento. Mosè