SCRITTURE DI CRISTOFORO SABBADINO 131 sebben le venirà, corno al porto di Malamocho, quella acqua macra e della Brenta e qualche altra de scolatori, il dolce, superato dal salso, serà del tutto mortificado,nè opererà il cattivo effetto, che egli fa superando il salso. Se redurà Venetia, Mestre et tutte le contrate in perfettissimo aere. Le contrate, dominate solamente dal salso, se discosta-rano da terren fermo. Quegli canali et velme, che per il continuar quasi sempre de l’acqua dolce hanno perso gli fondi, et quelli, che sono restati, se sono induriti, si faranno tenue, profondi e bassi, perchè quello, che da essi canali e velme serà mosso nel tempo delle acque grande e sbataizze de venti con il mare sino ale giosane, serà conduto nel mare. Questo fato, si potrà poi discender alla terza et ultima provisione, la qual non si puoi fare, se non si fa prima questa seconda per me aricordata e consigliata con ogni sincerità di core. Io Cristoforo Sabbatino soprascripto ho scritta di mia propria mano adì 16 di maggio del 1552. A tergo : Aricordo de ser Cristophoro Sabadin, inzegner dell’ offitio, circa le acque del Muson. 16 mazo 1552. (Venezia, Archivio di Stato. Savi ed esecutori alle acque, f. 124, pag. 37 ; f. 100, c. 14 ; f. 165, c. 228 sgg.). 18. PER IL MUSON Aliegano alcuni che il levar de il Musone del loco, per il quale score al presente da Stigiano in zoso fino al colo deli arzeri del Botenigo, non serà del benefitio, che si dice, alla laguna, e questo perchè l’acqua del Musone non è di tanta quantità, quanto dal ponte del Botenigo in zoso la si mostra, perchè in esso Musone cadeno tutti gli scolatori de acque pioggiane, che sono tra esso fiume Musone e la Brenta, i quali sono questi: la Tergola vechia, la Fossa Frea, che al basso fanno il Seraio, la Pioncha, il Cesenego e Lusor, e questi tutti uniti cadeno nel Musone di sopra dal ponte del Botenigo. Che se questi non fossero, l’acqua del Musone seria pochissima. Levando adonque esso Musone del suo loco e lassando questi (corno stano) cader nella laguna, se serà nel medemo periculo et danno, per il quale si cerca levar via esso Musone. A questa ragion si risponde che il Musone è fiume e non scolatore, e dessendendo, corno egli fa dali monti di Trivisana, e di acqua continua, e li scolatori, che non sono se non de acqua piogiana, non si inalciano se non quando piove. Questi scolatori cominciano tutti di sotto dalla Tergola, lontan dalli arzeri del Botenigo miglia 15, dico il più lontano, che è Luxor, et il Musone in longezza di miglia 60 et più. Questi hanno le acque, che piovono sopra il piano, et il Musone ha quelli delli piani e degli monti, e non solamente quelli, che piovono, ma di quelli che continuamente sorzeno dagli fonti delli monti. Li scolatori, per grandissima piozza che habbiano, mai superano gli terreni, et, il fiume Musone da Mirano in suso inonda da tutte le bande, et, se’l non fosse che in molti lochi sono fati li arzeri lontano da esso fiume, suffoearia tutto il paese, per dove passa, di modo che, gionto a collo degli arzeri e dovendo uscir in la laguna per il traverso in longezza di miglia 8, accompagnato con li soprascritti scolatori, si alcia alla cima di arzeri, il che mai faranno gli scolatori soli ; e di più, per il continuo descender, che fa esso fiume al basso, tien suffocato il Bottenigo, il che non fariano gli scolatori soli, perchè non sariano con acqua continua per non piover continuamente. Et questo è quanto alla quantità dell’aqua.