2j6 Della Hiiloria di Corfù punto, e all’ordine l’eièrcito, 1* vno, e Paltra mandò à danni della Morea 5 che fu teatro delle carnicine infedeli. Dubitarono fui principio i Veneti, che Corfù fufselo fcopo delle mofse Turchefce, e per meglio aflicurarfi dell’ Ifola, vi mandarono con la condotta di Angelo Querini, e Luigi da Canale cento foldati, acciò meglio prefidiaf fero la fortezza ; ma veggendo altroue riuolte le armi ni-miche, fpinfèro Antonio Grimani,Generale di mare,con quarantafei galee, diciafsette naui, e quaranta tra fufte,e altri legni minori; acquali poi s’vnironofeffanta grippi (coi pefo per la Republica del folo pane, e dell’A rtiglie-ria) e quattro vafcelli groffi Corfìoti fopraui da mille huomini di Corcira, con la guida del Bailo Andrea Lore-dano. Manonfemprele fpeditioni hanno quel fucceflb, che merita la loro grandezza. Benchei Turchi coioro legni fuifero nel porto di Sapientia alìèdiati da’Criftiani, che fé haueffero voluto,liiaurebbon tutti disfatti, à ogni modo per la poca buona condotta de’noftri, non folo fi faluarono, ma, hauendoprima prefbLepanto, fi condui1 ièro poi iotto Modone, e tutto che trouaflèro gagliarda^ reiìfìeriza, fé ne impadronirono per vn cafb inopinato della fortuna. Il Generale Grimani, conofcendo il valore di Aleffandro de’Gotti, Nobile Corfìoto, gl’impofe, che con la fua galea, e quella di Francefco Cacuri, pur Corcireiè, ed vn’altra dell’armata al numero di tre,ne gif-iè à portar foccorfo à Modone ; come fece, a difpetto de’ legniTurchefchi entrando nel porto. Succeiìofelice, che portò feco vna difgratia irreparabile ; poiché gli aife-diati,per l’allegrezza di tale arriuo corièro tutti alla fpiag-gia, e lafciarono la muraglia fenz’alcuna difefa. Di ciò fi auui-