136 SCRITTURE DI CRISTOFORO SABBADINO 20. CIRCA IL LEVAR LE FIUMARE DALLA BRENTA AL S1LLE DELLA LAGUNA 10 sett. 1555 Havendomi commesso V.' S.e oretenus Clariss.mi Sig.ri Savij ordinarij e de respetto et Magnif.ci Sig.ri Esecutori dell’ officio delle acque, nec non Clariss.mi Signori Deputadi per PExcelso Collegio delle acque del 1552 sopra questa importantissima materia che io Cristoforo Sabbadino, suo inzegner e protho, dovessi poner in scrittura 1’ oppinion mia, come si debbe operar, volendo generalmente condur fuori di questa laguna tutte le fiumare, che si ritrovano, cominciando dal Musone et finindo dal Siile, et farle uscir nel mare dal capo verso tramontana, come è intention della parte soprascritta; la secunda, corno non si potendo per il presente tanto tosto condur esse fiumare nel mare generalmente, qual provision particular si poteria far in levar le aque dolce, che cadeno nel Botenigo a colo degli arzeri, che discoreno da Lizzafusina a Mergara, operando talmente, che le operation, che si facessero in questa particular, non impedissero la generai, et corno facendo e 1’ una e l’altra si provederia alla navegation di Padoa et beverar della città di Venetia ; la terza qual muodo si doveria tenir per liberar il Piovato dalla ruina, che li fanno le acque dolci piovane, che non poleno evacuarsi per lo impedimento, che hanno, et tutto il parer mio deponerlo con giuramento, io veramente con ogni riverentia rispondo e dico. Quanto alla generai, del 1552 adì 21 mazzo appresentai una scrittura ne 1’ officio ali Clarissimi Savij et Magnifici Esecutori de quel tempo, la copia della qual reproduco a Vostre Signorie, et dico che, operando a quel muodo, tutte le fiumare continue e corenti, che sono il principal danno e rovina della laguna, si conduranno benissimo nel mare con gran benefitio di essa laguna, coregendo esso mio aricordo in questa parte, che, dove dico che le fiumare se habbino, condute che sieno nel canal de Lio Mazzor, a condur nel mare per il suo porto, al presente dico che, condote nel canal de Lio Mazor dreto il loco del Canal del Cavalino, che’l si habbia a traversar con quelle esso Cavalino e condurle nel fiume della Piave mezzo miglio lontano dal mare, e per il porto di Jesulo, che è quel de Piave, farle cader nel mare, tutta operation fatibile e reuscibile. E perchè ancora dico e nel fine concludo che, fatta questa seconda operation, si descenderà poi alla terza, ne dico qual debbe esser questa terza. Hor, per chiarir del tutto le menti di quelle, dico che la terza serà questa. Levar del tutto e le acque macre della Brenta, che descendono a Lissafusina e vano per Resta de aio al porto di Mallamocho, e levar tutte le aque degli scolatori, che sono tra la Brenta et il Musone, le quai resterano nel Botenigo et al presente vano per Resta de aio al porto di Malamocho, in questo muodo : cominciar un scolador nuovo a Lusor di sopra da Stigiano e venir discendendo fino al sborator della Mira, tolendo in esso scolator questi altri scolatori, cioè il Cesenego, la Pioncha et il Seraio, che non sono altro che acque piovane e la maggior parte dell’ anno stanno quasi asciuti, recavando al bisogno fino al Curan, dove erano li molini, et poi per uno cavamento nuovo condur tutte esse acque nel Siocho tra la Sora e la Palà Padoana et farle cader in esso Siocho ; le acque macre della Brenta mandarle nel ditto sborator della Mira e levar via il caro, che è a Lizzafusina, e condurlo tra la Mira et Oriaco, recavando il canal della Brenta al bisogno