170 SCRITTURE DI CRISTOFORO SABBADINO quale è questo : che quella parte del mare, che resteria tra la garzina, ovver pallata nuova, et il porto di San Rasmo sopra vento, a longo il lito, in breve tempo si amo-niria et atterraria, reducendosi prima in spiagia, et poi in montironi e lito alto, e Ila fortezza del Castel nuovo seria tutta in terra, corno al presente è quella del Castel vechio, benché il seria separato da esso terren dal canaletto, che li è apresso. Il qual contrario è di poca importanza respetto al beneficio, che se ne haveria, facendosi il porto più navigabile del presente, ovver almeno della condition del porto de Malamocho. Se ne potria far un altro contrario, corno questo : una armata, che volesse entrar in esso porto, qual sito del porto li potria esser più comodo, o P esser con la fusa torta et ambigua, lontano dal porto dui miglia, et che, venendo a velia, entrata che la si fusse in la fusa, che li convenisse mover la velia del suo loco, et dove le venisse con vento in pupa, la’l convenisse tuor per banda et andar orzando con la banda verso il lito poco lontano da quello, e gionta al capo del guardian, la convenisse da capo tuor il vento in pupa, facendo tante mutationi, oppur, havendo la fusa dreto la bocha del porto, la potesse venir con il vento in pupa per una fusa dreta, a velia piena per il dreto nel porto? Pur io di questi dui modi lascio giudicar qual sia il meglio, ovver il peggio, a questa Cl.ma Sig.ria nostra. Restando veramente il porto nel sito, che el si ritrova, non li vedo altro che uno rimedio sollo, il quale è lo star a l’acqua del porto di San Rasmo non vengi ad accompagnarsi con quella del porto di San Nicolò fuori della garzina et in capo del vardian, corno la fa al presente, perchè, uscita che la è per il capo della garzina, la dessende a l’inzoso con il corso naturai, e se accompagna con quella di Venetia, e la spingie, a longo del lido, per riva, tra il scano et il lito, e, gionta in capo del scano, dove chiamano la fusa, si perde e non ha più altro corso che il naturai. A remediarli veramente questo seria il modo : levar via quella parte della garzina verso terra, che parerà esser bastevole ad uscir per quella apertura l’acqua del porto di San Rasmo ; et dove al presente essa garzina finisse in terra dalla banda sotto vento del ditto porto, voglierla dall’altra banda del lido di San Rasmo, sopra vento, et far che l’acqua de esso porto esca in mare per ditta apertura et vadi ad accompagnarsi con quella del porto di San Nicolò, avanti che la esci fuori del vardian, che serà ala mittà della grossezza di esso lido di S. Nicolò, verso il porto. Et così esse acque, accompagnate insieme, andarano nel mare, e gionte in capo del vardian andarano ad urtar nel scano, e con uno poco di agiuto, che se li darà levando via il scano dreto il porto, per una volta solla se naverà quel istesso benefitio, che si haveria serando il porto di San Rasmo e facendo venir l’acqua sua con quella del porto di San Nicolò tra li dui Castelli ; ma questo è certo, e quello incertissimo. Poi slongar la garzina fin dietro il faro di pietra et il vardian di San Nicolò, molto più dèi presente. E per lontanar il corso naturai del mare e delli porti sora vento molto più dal porto di Venetia de quel che egli è al presente, el bisogna far delle pallate, una per banda delli porti infrascritti, cioè delli Treporti, di Lio Mazzor, di Jesulo e di Livenza, et a longo il lito di San Rasmo, oltra quella delli Treporti, almeno farne doi altre. Le qual pallate farano questi dui boni effetti: l’uno, spingieranno l’acqua, che uscirà dalli prefatti porti, fuori in mare più di quel che fanno al presente ; P altro, teniranno il corso per riva, assai più lontano, di modo che non s’avicinarà a gran pezza al porto di San Nicolò, corno a questi giorni s’avvicina, et tenirano il scano più lontano et in maggior profondità del mare senza impedimento della navication. Et così facendo, a poco a poco si farà il porto di Venetia navicabille con ogni grandezza di nave; e se ben l’acqua tenderà per garbino, questo corso lei il farà oltra il scano, fuori, nel fondo del mare, corno fa