Libro Quinto. z6p to predarono nella sfortunata guerra di Negroponte, che fi perde più per la poca rifolutionc di Niccolò Canale,che per gli sforzi di Maumetto, il quale nel 1469 con trecento vele approdando fopra quell’Ifòla, da cento venti mila Turchi la fece inondare. E certo, che non l’haurebbo prefo, mentre nel primo aflàlto dato alla Città, perfo più di ventimila Turchi, fe il Canale, ch’era vicino con numerofo nauilio, al quale fi aggiunterò due grof fenaui,emolti legni Corcirefi, la foccorreua. Ma egli fi trattenne tanto, che gl’inimici, per tema appunto di lui, fi sforzarono à conquiftarla, come fuccelì'c a* do» deci di Luglio, con danno de’poueri Cittadini, e della-Venetiana Republica. I momenti, trafeurati nelle guerre,partorifeono fecoli di affanni. La tardanza fcmpr’è cat-tiua, ma principalmente nelle condotte delTarmi, nello quali fi delie mifurare il tempo à minuti. La rifolutione louerchia degenerain temerità, e lapoca fi attribuire a-codardia. Quindi dal SereniiTitno Dominio fu il Canale fpogliato dell’vfficio, ed hebbe in tutta la fua vita la terra di Portogruaroper confine. Gli fucceflè nella carica Pietro Mocenico, che,accreiciuta l’armata con molti legni di Venetia, di Corfù, e di Candia, li poiè all’ordine per di-fcacciare i Turchi da Negroponte, e gli riuiciua, fe meno guardigni erano i difenfori, c’hauea lafciato Maumetto. Da tanti feruigi animat’i Corcirefi fpedironoà Venetia, Giouanni Morello, e Zaccaria Alemano, loro Ambaicia-tori, per fupplicare il Senato fi degnaife conceder loro la-conferma de’ Priuilegi, con imporre al Reggimento lapuntuale oflèruanza di quelli; in oltre che fi compiacene, che armando vna, ò più galee nell’lfola, reitaife al Confi-;