SCRITTURE DI CRISTOFORO SABBADINO 115 gloriosa Repubblica, V. S. insieme con li Clarissimi Signori sopra li lochi inculti sono stati a veder, qual modo si doveria tenir per condur le acque superiori a esso arzere nel mare senza danegiar la navigation di Lombardia e la laguna di Chioza, et hano havuto seco maistro Zuane Carera, suo inzegner e protho, insieme con mai-stro Piero di Cuberai, protho al sai, et io Cristoforo Sabbatino, suo inzegner e protho, et, ritornati, me hanno imposto che io debba deponer in scrittura, per qual modo e via si potrebbe condur esse acque nel mare senza impedimento di esso canal de Lombardia et danno della laguna de Chiozza. Io veramente, obediente a suoi mandati, havendomi transferito sopra li lochi de l’Adice insieme con li inzegneri et prothi soprascritti, fino al loco della Rotta nuova, e, veduto il modo, che voleno tenir li prefati Clarissimi Signori sopra li inculti per condur esse acque fino di sotto da essa Rotta nuova al loco del canalazzo de Cona, et vedute le rive del ditto fiume Addice, livellando quello in molti lochi, fin al canal delle Bebe, che è il canal di Lombardia, e da esso canal fin a Fosson nel mare, e scandagiato esso canal de Lombardia fino alla Tor delle Bebe, et ben considerata la quantità de l’acqua, che descenderà per esso taglio de l’arzer del Gorzon nel Foresto, che è tra il Consilvano et il fiume Adice, et esaminato il tutto, per quanto il debil intelletto mio puoi comprender, reve-rentemente rispondo et dico, che il taglio predeto, fato eh’ el sia, et condote le acque, che discenderano per quello, fin di sotto dalla Tore nuova in cassa, cum il suo arzere verso il Foresto, sì corno dissegnano di far essi Clarissimi Signori sopra li inculti, esse acque non siano mandate verso il mare per li canali fatti tra cuore di esso Foresto liberamente, ma che quelle siano condote per un canal da esser fatto a longovia le rive di esso Addice, fino di sotto dalla Tor nuova, et fate cader nel ditto fiume Adice, facendolo di largezza e profondità capaze a tenir esse acque, con il suo arzere verso il Foresto, inarzerando le rive di esso Addice per tutto, et serando li canali e rote dell’ Adice, che spingeno le acque di quello nel Foresto preditto. Et perchè, arzerando esso fiume Addice, le acque alquanto più del presente si alciarano in quello et maggior quantità ne venirà per il canal de Lombardia verso Brondolo con brentane, consiglio che’ 1 fiume Addice se habbia a regolar dalla Tor nuova in zoso, sì corno aricorda il clarissimo messer Nicolò Zen, con quella minor spesa, che far si potrà, lasciando 1’ alveo vechio de 1’ Addice per sborator di esse acque del Gorzon, et il canal di Lombardia recavarlo per il spatio de miglia uno in circa, corno anco fa di bisogno al presente. 11 che facendossi, si haverano questi benefieij. Il canal di Lombardia si navicarà con il livello de 1’ acqua da mar e si mantenirà melgio di quel che fa al presente, non si atraverserà quello in niun loco, non venirà tanta acqua dolce nelle lagune di Brondolo, nè si danegiarà le valli de quelli da Chiozza più del presente; et oltra il rettratto, che voleno far essi Clarissimi Signori sopra li inculti deli lochi di sopra l’arzere del Gorzon, si starà in speranza (imo in certezza) de redur a coltura gran parte del Foresto, et molti lochi del Consilvano, che hora sono valle e stano affondati, si farano buoni campi. Et questo è quanto aricordo che’l si facia con sincerità et con mio juramento. Io Cristoforo Sabbattino, suo inzegner e protho, de mia mano ho scritto. Adì 24 zener 1557. A tergo : Deppositione del Sabbatino, presentata die 24 jannuarij 1557, per il condur le acque superiori nel mare senza danno alla laguna. Gorzon. Circa il canale di Lombardia. (Venezia, Archivio di Stato, Savi ed esecutori alle acque, b. 231, f. IV, c. 1 ; f. 8i ; f. 165, c. 313.