412, Della Hiftoria di Corfù* Calichiopolo Sopracomito Corcirefè ne fornì vna,che> glifììconiìgnata, d’ogni neceifario apparecchio ; e Luigi Mocenigo, ch’era in Candia Proueditore Straordinario dell’armi, fu fiibrogato, nell’vfficio di Capitan Generale, all’eftinto Grimani. Portò tale auuifo vna Tartana, capitata in Regno da Corfù, à onta de’ Turchi, che, appro-. fittandofi delle noftre difgratie,affediauano la Metropoli, con tale oftinatione, che hauédola cinta il primo di Maggio j non lì partirono, che a’ diece di Nouembre, contro l’vfò di que’ barbari, che non fogliono campeggiare in.., tal tempo. Quali fuffero gli auuenimentidiqueftoafle-dio, le fcriuono altri diftefamente, e il valore del Gildas, che difeiè la Piazza, è commendato da molti, a' quali rimetto il Lettore, effendo la mia Storia,non di Candia, ma di Corcira. Egli è però vero, che trattandofi delle glorie del mio Principe, non pofso far di meno à parlar incidentemente di quelle cofe,che appartengono alle fue famofif-fime imprefè. Nè poffo tacere l’honore,ch’egli s’acquiftò in Dalmatia,per mezzo del Generai Fofcolo, con la prefi diCliffa, ftimatainefpugnabile in modo,che,prima della, vittoria, molti tacciauano il Comandante di temerario. Ma egli, fordo à gli altrui rimprocci, e intento al benefìcio della Patria, l’aifaltò con coraggio^ rotto il foccor-fo di Tecchielì Bafsà dal Prete Stefano Sorich, Capitano de’Morlacchi,e poi dal Proueditore Giorgi vinto in campagna lo ftefso Tecchielì, Ja coftrinfe felicemente alla refa. A tanti mali d’Ibraims’aggiunfèrvltimo, che fula/ morte, procuratagli dalla fua ifteffa Madre, per mezzo de’ Giannizzeri folleuati, che flrangolarono il Primo Vilìr, poi con la corda d’vn’arco il Gran Signore, e alPvltimo la ltefsa